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Trattamento di fine rapporto in busta paga? La scelta al lavoratore

08 Gennaio 2015 | di Massimiliano Gorgoni

Trattamento di fine rapporto

I lavoratori del settore privato hanno la possibilità di richiedere, per il periodo compreso tra marzo 2015 e giugno 2018, l’erogazione direttamente in busta paga delle somme che il datore di lavoro è tenuto a trattenere a titolo di trattamento di fine rapporto. Questa novità è stata introdotta con la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 - pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 (legge di stabilità per l’anno 2015). Si tratta di una disposizione sperimentale che, al momento, è prevista solo per il periodo indicato dalla norma. L’accesso al trattamento in busta paga può avvenire a domanda del lavoratore ed è irrevocabile per l’intero periodo interessato. Possono essere percepite solo le quote maturande del trattamento di fine rapporto, comprese quelle devolute alla previdenza complementare, nei termini che saranno stabiliti da un decreto che dovrà essere emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Divieto di incarichi ai pensionati: la Funzione Pubblica chiarisce i termini

30 Dicembre 2014 | di Federico Gavioli

Pensioni

Il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione, con la circolare n. 6 del 4 dicembre 2014, ha fornito importanti chiarimenti sulle novità introdotte dal cd. Decreto Pubblica Amministrazione, in materia di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza.

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Danno ingiusto all’immagine della società negli scritti difensivi: davvero si tratta di diffamazione?

22 Dicembre 2014 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Impugnazione del licenziamento

La Suprema Corte con la sentenza n. 26106/2014 enuncia il principio, cui deve uniformarsi la Corte territoriale adita nel caso di specie, secondo il quale non costituisce illecito disciplinare né fattispecie determinativa di danno ingiusto - grazie alla scriminante di cui all’articolo 598, comma 1, c.p., avente valenza generale nell’ordinamento – attribuire al datore di lavoro, all’interno di uno scritto difensivo, atti o fatti, pur non rispondenti al vero, concernenti in modo diretto ed immediato l’oggetto della controversia, ancorché tale scritto contenga, in ipotesi, espressioni sconvenienti od offensive.

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La promettente ma "breve vita" della negoziazione assistita in materia lavoro

18 Dicembre 2014 | di Marco Giardetti

Rinunce, transazione e arbitrato

Il Decreto Legge n. 132/2014 (il cd. Salva Italia) “aveva” introdotto una misura che ai più appariva un valido meccanismo per deflazionare il contenzioso e alleggerire l'apparato burocratico di una delle procedure storiche quali la conciliazione in sede cd. protetta. L’Autore con il presente elaborato delinea il quadro della questione partendo dall’evoluzione storica della conciliazione in materia giuslavoristica - in sede sindacale, illustra la negoziazione assistita e conclude con la conversione in legge del decreto.

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Più tempo (forse) per l'opzione donna

12 Dicembre 2014 | di Paolo Bonini

Pensioni

Numerosi sono gli interventi di riforma del sistema pensionistico pubblico negli ultimi anni, e varie sono le deroghe previste a salvaguardia di particolari categorie di lavoratori. Ci occupiamo qui del cd. "regime sperimentale donna", previsto dalla L. n. 243/2004, che consente, a particolari condizioni, l'accesso alla "vecchia" pensione di anzianità, "scambiando" l'uscita anticipata dal mondo del lavoro con una, più probabilmente, bassa prestazione. Detto regime, per effetto dell'applicazione di norme sopravvenute, dovrebbe, secondo un'interpretazione restrittiva, andare ad "esaurimento" proprio in questi giorni. I recenti interventi dell'Inps, che seguono a numerose richieste di chiarimento, aprono uno spiraglio per uno spostamento in avanti di un anno, a norme invariate, della vigenza del regime sperimentale.

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I contributi ai fondi sanitari non sono sempre deducibili

10 Dicembre 2014 | di Federico Gavioli

Lavoro autonomo

Nessun beneficio fiscale per le somme versate da un lavoratore autonomo a un fondo iscritto all'Anagrafe nella sola sezione degli enti aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale

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Il Jobs Act e le tutele crescenti: reintegra e indennizzo alla luce dei criteri direttivi

04 Dicembre 2014 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Jobs act

Tra le disposizioni che più hanno fatto discutere, vi sono quelle che si riferiscono all’adozione del contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio. Lo strumento contrattuale previsto dal neo approvato Jobs Act si accompagna ad una apposita misura sanzionatoria da cui sarà assistito il lavoratore nel caso di successivo licenziamento dichiarato illegittimo, che consiste essenzialmente nel riconoscimento di un indennizzo risarcitorio graduato in relazione agli anni di anzianità aziendale. In tale rinnovato contesto, la tutela reintegratoria mantiene un valore assolutamente residuale, applicandosi solo nei casi di licenziamento nullo e discriminatorio, nonché in presenza di specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato.

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Il Jobs Act è legge: i pilastri della riforma per incentivare il mercato del lavoro

04 Dicembre 2014 | di Marco Sartori

Jobs act

Il Senato, all’esito della seduta del 3 dicembre 2014, ha approvato il disegno di legge 1428/2014, recante Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Al centro dell'attenzione i servizi del lavoro e le politiche attive, nonché la semplificazione e la razionalizzazione degli adempimenti relativi alla costituzione ed alla gestione dei rapporti come previsti dal Jobs Act.

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Part-time post-maternità nel settore Commercio

02 Dicembre 2014 | di Massimo T. Goffredo, Francesco Bedon

Congedi parentali

Pur in presenza di una molteplicità di dichiarazioni a favore della stipulazione e trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale, non esiste un diritto generale per i dipendenti a vedersi trasformato l’orario di lavoro in part-time, neppure a favore della madre lavoratrice. Il CCNL Commercio ha colmato il vuoto legislativo, prevedendo e disciplinando all’art. 90 l’istituto del Part-time post maternità, diritto che risulta condizionato alla sussistenza di requisiti numerici e di figure fungibili tra il personale.

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Certificazione Unica 2015: guida alle bozze

27 Novembre 2014 | di Federico Gavioli

Sostituto d'imposta

Lo scorso 21 novembre, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è stata pubblicata la bozza del nuovo modello di Certificazione Unica 2015. Tra le molte novità contenute spicca sicuramente anche quella dei dati da indicare relativi ai redditi di lavoro autonomo e diversi, così da perseguire la finalità di accorpare in un unico documento tutti i redditi corrisposti relativi al 2014. Il flusso dei dati della Certificazione Unica potrà essere effettuato esclusivamente per via telematica.

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