Focus

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Il bonus fiscale D.L. 66: regole di compensazione e conguaglio di fine anno

01 Ottobre 2014 | di Luca Furfaro

Sostituto d'imposta

Con l’approssimarsi del termine del 2014 arriva il momento per l’effettuazione del conguaglio fiscale, il quale, quest’anno - e forse proprio solo quest’anno -, riguarderà anche il bonus fiscale previsto dal D.L. n. 66/2014 poi convertito dalla Legge n. 89 del 23 giugno 2014. L'articolo, attraverso esempi e casi pratici, chiarisce gli aspetti relativi alla compensazione del credito.

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Congedo straordinario per assistenza disabili: l'elenco degli aventi diritto è tassativo

26 Settembre 2014 | di Paolo Bonini

Congedi parentali

Con risposta ad Interpello n. 23 del 15 settembre 2014, il Ministero del Lavoro indica che l'elenco degli aventi diritto al congedo straordinario per assistenza a congiunti in situazione di grave disabilità, deve intendersi come tassativo e non suscettibile di interpretazione analogica. Dopo una ricostruzione dell'Istituto, un breve commento alle nuove indicazioni di Prassi.

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Il mobbing ed il danno da demansionamento: oneri probatori nell’una e nell’altra fattispecie

24 Settembre 2014 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Lavoro dipendente e subordinazione

Con due recenti pronunzie della Sezione Lavoro (nn. 19782 e 19778 del 19 settembre 2014), la Corte di Cassazione ha ricordato gli oneri di allegazione e prova nelle ipotesi di domande risarcitorie promosse dai lavoratori. Il mobbing sussiste in presenza degli elementi di condotta persecutoria del datore di lavoro; di danno alla persona del lavoratore; di nesso eziologico tra condotta e danno; di intento persecutorio. Il danno da demansionamento non è in re ipsa, ma deve essere specificamente allegato e provato dal lavoratore, anche mediante presunzioni, come conseguenza di una comprovata assegnazione a mansioni inferiori rispetto alle precedenti.

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Salario minimo in appalto pubblico: “dove” e “chi” sono fattori fondamentali

23 Settembre 2014 | di Ivan Libero Nocera

Retribuzione

Se un offerente vuole eseguire un appalto pubblico avvalendosi solo di lavoratori impiegati da un subappaltatore stabilito in uno Stato membro diverso da quello dell’amministrazione aggiudicatrice, lo Stato membro a cui appartiene tale amministrazione non può obbligare il subappaltatore a versare ai lavoratori un salario minimo.

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La tempestività nel licenziamento disciplinare e nel licenziamento per superamento del periodo di comporto: differenze

17 Settembre 2014 | di Marco Sartori

Impugnazione del licenziamento

Mentre nel licenziamento disciplinare vi è l’esigenza, tendenzialmente incondizionata, della immediatezza del recesso, volta a garantire la pienezza del diritto di difesa dell’incolpato, nel licenziamento per superamento del periodo di comporto, invece, il requisito dell’immediatezza deve essere valutato caso per caso. In quest’ultima ipotesi, è onere del lavoratore provare che l’intervallo di tempo tra il superamento del periodo di comporto per malattia, da un lato, e la comunicazione del recesso, dall’altro lato, abbia superato i limiti di adeguatezza e ragionevolezza. Così ha deciso la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la pronunzia del 15 settembre 2014, n. 19400.

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Per i giudici il diniego scatta solo dopo la mancata regolarizzazione. Ma l’INPS non ci sta.

16 Settembre 2014 | di Pasquale Staropoli

DURC

La giurisprudenza più flessibile dell’INPS. Per i giudici il DURC è irregolare solo se il datore non si adegua all’invito dell’ente di previdenza. Una sentenza del T.A.R. Veneto (8 aprile 2014, n. 486), richiamando l’art. 31, co. 8, D.L. n. 69/2013, ai fini del rilascio del DURC per verifica di autodichiarazione, ha riconosciuto l’individuazione del momento della definitività della irregolarità nella scadenza del termine quindicinale assegnato dall’Ente previdenziale per la regolarizzazione della posizione contributiva. Con il messaggio n. 6756 del 2 settembre 2014, l’INPS ribadisce però che la verifica continuerà ad essere riferita in base alla situazione contributiva riferita alla data in cui la dichiarazione è stata resa da parte dell’interessato.

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Trattamenti economici e normativi derivanti da un uso aziendale: costituzione ed estinzione

10 Settembre 2014 | di Giuseppe Bulgarini d'Elci

Contratto di lavoro

Per la formazione di un uso aziendale, è necessaria la sussistenza di una prassi generalizzata - costituita dalla mera reiterazione di comportamenti posti in essere spontaneamente e non già in esecuzione di un obbligo - che riguardi i dipendenti anche di una sola azienda e che comporti per essi un trattamento più favorevole rispetto a quello previsto dalla legge o dalla contrattazione collettiva. Le condizioni di miglior favore derivanti dai suddetti usi aziendali non possono essere derogate in pejus dalla contrattazione collettiva, atteso che i diritti derivanti dagli usi aziendali si inseriscono nei singoli contratti individuali e non già nei contratti collettivi nazionali o aziendali. Pertanto, l’estinzione di un trattamento economico o normativo la cui fonte origini da uso aziendale può avvenire soltanto in base alla concorde volontà delle parti. Così ha deciso la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la pronunzia del 5 settembre 2014, n. 18780.

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Il lavoro all’estero: l’autorizzazione all’espatrio

09 Settembre 2014 | di Ivana Azzollini

Contratto di lavoro

L’adempimento dell’autorizzazione all’espatrio in caso di trasferimento o assunzione all’estero di un lavoratore presenta profili di interesse con specifico riferimento all’ipotesi del datore di lavoro estero. L’approfondimento, dopo aver esaminato la disciplina italiana e comunitaria, richiama l'Interpello del Ministero del Lavoro n. 13/2014 fornendo un’interpretazione sul perimetro di attuazione dell’obbligo autorizzatorio prescritto al datore, discernendo tra i casi di rapporti di lavoro regolati dal diritto italiano e quelli assoggettati alla normativa del luogo di svolgimento dell’attività.

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La Fondazione Studi interviene sul diritto di precedenza dopo le modifiche del "Jobs act"

05 Settembre 2014 | di Paolo Bonini

Lavoro a tempo determinato

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, è intervenuta, con la Circolare n. 16/2014, sulla novellata disciplina del diritto di precedenza (di cui all’art. 5, d.lgs. n. 368/2001), rispetto a nuove assunzioni, riconosciuto ai lavoratori a termine. Dopo aver illustrato la fattispecie, ci si sofferma sugli aspetti più controversi, in materia di assunzioni agevolate e lavoro a chiamata, sui quali la Fondazione fa chiarezza.

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Articolo 18 ed indennità sostitutiva della reintegrazione: le Sezioni Unite sciolgono un nodo ventennale

04 Settembre 2014 | di Marco Sartori

Cass. civ.

Licenziamento individuale

Ove il lavoratore invalidamente licenziato in regime di tutela reale – quale è quello previsto dall’art. 18, Statuto dei Lavoratori, nel testo precedente le modifiche introdotte con la Legge 28 giugno 2012, n. 92 – opti per l’indennità sostitutiva della reintegrazione, avvalendosi della facoltà prevista dal quinto comma del predetto art. 18, il rapporto di lavoro si estingue con la comunicazione al datore di lavoro di tale opzione, senza che permanga, per il periodo successivo in cui la prestazione lavorativa non è dovuta dal lavoratore, né può più essere pretesa dal datore di lavoro, alcun obbligo retributivo, con la conseguenza che l’obbligo avente ad oggetto il pagamento di tale indennità è soggetto alla disciplina della mora debendi in caso di inadempimento, o ritardo nell’adempimento, delle obbligazioni pecuniarie del datore di lavoro, quale prevista dall’art. 429, comma 3, cod. proc. civ., salva la prova, di cui è onerato il lavoratore, di un danno ulteriore. Così ha deciso la Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con la pronunzia del 27 agosto 2014, n. 18353.

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