Focus

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Il modulo INPS per accedere al pagamento dilazionato non richiede la specifica sottoscrizione

31 Gennaio 2014 | di Giuseppe Marino

Contributi previdenziali

I contratti predisposti da uno dei due contraenti in previsione e con riferimento ad una singola, specifica vicenda negoziale ed a cui l’altro contraente possa del tutto legittimamente richiedere ed apportare le necessarie modifiche, dopo averne liberamente apprezzato il contenuto, non costituiscono contratti ‘per adesione’.

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Il rapporto si presume subordinato se il datore non prova l’assolvimento dell’obbligo di formazione

31 Gennaio 2014 | di Roberto Dulio

Lavoro dipendente e subordinazione

In ambito di Piani di inserimento professionale di cui al d. l. n. 299/1999, ai fini dell’accertamento della sussistenza o meno di un rapporto di lavoro subordinato, grava sul datore di lavoro fornire la prova dell’assolvimento dell’obbligo di formazione del lavoratore e l’utilizzo effettivo del lavoratore all’interno dei progetti di inserimento. In mancanza di tale prova il rapporto di lavoro sarà considerato di natura subordinata.

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Incolpevole affidamento sulla regolarità della situazione pensionistica: scatta il risarcimento

28 Gennaio 2014 | di Giuseppe Marino

Contributi previdenziali

Nell’ipotesi in cui un ente previdenziale, avente personalità giuridica di diritto privato, comunichi ad un proprio assicurato un’informazione erronea in ordine all’avvenuta maturazione del requisito contributivo, l’affidamento dell’assicurato è meritevole di tutela.

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Quali gli adempimenti di fine rapporto a carico del datore di lavoro?

22 Gennaio 2014 | di Massimo T. Goffredo, Vincenzo Meleca

Licenziamento individuale

Gli adempimenti del datore di lavoro legati alla cessazione del rapporto di lavoro sono essenzialmente di tre tipi: adempimenti amministrativi, adempimenti normativi, adempimenti gestionali.

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Questioni sul danno alla persona del lavoratore

15 Gennaio 2014 | di Massimo Corrias

Danno biologico

Il contributo affronta alcuni aspetti peculiari del sistema risarcitorio dei diritti della persona del lavoratore con particolare attenzione all’evoluzione giurisprudenziale della materia. Svolta una breve premessa sui profili generali del danno alla persona, si prendono in considerazione il diritto alla salute, la tutela della dignità e della personalità morale del lavoratore e la tutela della professionalità. L’analisi ha come filo conduttore il fondamentale ruolo che ha svolto e svolge, tutt’ora, l’art. 2087 c.c. la cui ampia formulazione non solo assicura il diretto accesso alla tutela di tutti i danni non patrimoniali ma le consente di svolgere la funzione di norma di chiusura dell’intero sistema di protezione dei lavoratori.

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Anche negli enti locali la durata degli incarichi non può essere inferiore ai 3 anni

14 Gennaio 2014 | di Roberto Dulio

Dirigenti

In tema di affidamento negli enti locali di incarichi dirigenziali a soggetti esterni all’amministrazione, si applica l’articolo 19 d.lgs. n. 165/2001 (e successive modifiche) secondo cui la durata di tali incarichi non può essere inferiore a 3 anni, né eccedere il termine di 5. Tale norma di portata generale, non può infatti ritenersi derogata dall’articolo 110, comma 3, T.U. degli enti locali, che prevede la durata degli incarichi dirigenziali limitati alla durata del mandato del sindaco.

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Le misure per favorire le imprese, i lavoratori e i pensionati

08 Gennaio 2014 | di Stefano Lapponi

Lavoro dipendente e subordinazione

Con l’approvazione della Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013 n. 147 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) sono entrate in vigore diverse novità - accomunate dall'intento di incentivare l’occupazione - che riguardano il mondo dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese. Il contributo analizza le detrazioni per i redditi di lavoro dipendente e le deduzioni IRAP spettanti per nuove assunzioni, volgendo poi lo sguardo agli ammortizzatori sociali e alle vicende degli esodati.

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Il licenziamento discriminatorio o fondato su motivo illecito unico e determinante

03 Dicembre 2013 | di Marco Proietti

Licenziamento discriminatorio

Quando si parla di licenziamento discriminatorio si intende la risoluzione del rapporto di lavoro posta in essere da parte dell’azienda nei confronti del lavoratore ed in ragione delle idee politiche, le credenze religiose, il sesso, l’etnia o semplicemente il comportamento da questi assunto; in molti casi la giurisprudenza ha costruito all’interno della categoria discriminatoria le figure del c.d. “motivo di ritorsione” e del “motivo illecito” unico e determinate. Più genericamente, la disciplina sul licenziamento discriminatorio vuole colpire eventuali violazioni dell’art. 3 della Costituzione da parte del datore di lavoro che, appunto, nel chiudere il rapporto con il prestatore adduca ragioni del tutto illegittime; tali ragioni, violando un principio fondamentale della Carta Costituzionale, sono talmente gravi da garantire comunque al lavoratore il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, ai sensi dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. La recente legge 92/2012 (c.d. Riforma Fornero), ha per la prima volta legiferato in materia e nel modificare l’art. 18 St. lav. ha riconosciuto il diritto alla reintegra al lavoratore, sempre e comunque nei casi di licenziamento discriminatorio o fondato da motivo illecito o di ritorsione. Le altre norme di riferimento sono l’art. 4, legge 604/1966 e l’art. 3, legge 108/1990.

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L'accordo di prepensionamento alla luce della guida della Fondazione Studi CdL

26 Novembre 2013 | di Gianluca Natalucci

Incentivi per l’esodo dei lavoratori/prepensionamento

La Riforma Fornero, prima, e il D.L. n. 179/2012, poi, hanno introdotto alcune disposizioni volte a facilitare l’uscita anticipata di lavoratori vicini al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. Il sistema degli incentivi per il lavoratore si innesta in tre procedure “tipizzate”, tutte rivolte a datori di lavoro, imprese e non imprese, che impieghino mediamente più di 15 dipendenti. Con la recente Circolare n. 12/2013 del 7 ottobre, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro effettua un’analisi della struttura dell’accordo fino ai calcoli di convenienza, mettendo in evidenza i vantaggi derivanti dalla procedura stessa, sia per i datori sia per i dipendenti.

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Le condizioni per accedere all'indennità a sostegno del reddito

08 Novembre 2013 | di Alfredo Casotti

CO.CO.CO.

Superata la fase di sperimentazione, diventa definitiva la misura a sostegno del reddito prevista per i collaboratori coordinati e continuativi rimasti privi di un contratto di lavoro. Come chiarito dall'INPS, sono interessati i soli collaboratori a progetto iscritti esclusivamente alla Gestione separata del lavoro autonomo che hanno operato - nell’anno precedente a quello della richiesta - in regime di monocommittenza. Analisi delle condizioni necessarie e delle modalità operative per presentare la domanda per accedere al beneficio.

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