Focus

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Questioni sul danno alla persona del lavoratore

15 Gennaio 2014 | di Massimo Corrias

Danno biologico

Il contributo affronta alcuni aspetti peculiari del sistema risarcitorio dei diritti della persona del lavoratore con particolare attenzione all’evoluzione giurisprudenziale della materia. Svolta una breve premessa sui profili generali del danno alla persona, si prendono in considerazione il diritto alla salute, la tutela della dignità e della personalità morale del lavoratore e la tutela della professionalità. L’analisi ha come filo conduttore il fondamentale ruolo che ha svolto e svolge, tutt’ora, l’art. 2087 c.c. la cui ampia formulazione non solo assicura il diretto accesso alla tutela di tutti i danni non patrimoniali ma le consente di svolgere la funzione di norma di chiusura dell’intero sistema di protezione dei lavoratori.

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Anche negli enti locali la durata degli incarichi non può essere inferiore ai 3 anni

14 Gennaio 2014 | di Roberto Dulio

Dirigenti

In tema di affidamento negli enti locali di incarichi dirigenziali a soggetti esterni all’amministrazione, si applica l’articolo 19 d.lgs. n. 165/2001 (e successive modifiche) secondo cui la durata di tali incarichi non può essere inferiore a 3 anni, né eccedere il termine di 5. Tale norma di portata generale, non può infatti ritenersi derogata dall’articolo 110, comma 3, T.U. degli enti locali, che prevede la durata degli incarichi dirigenziali limitati alla durata del mandato del sindaco.

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Le misure per favorire le imprese, i lavoratori e i pensionati

08 Gennaio 2014 | di Stefano Lapponi

Lavoro dipendente e subordinazione

Con l’approvazione della Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013 n. 147 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) sono entrate in vigore diverse novità - accomunate dall'intento di incentivare l’occupazione - che riguardano il mondo dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese. Il contributo analizza le detrazioni per i redditi di lavoro dipendente e le deduzioni IRAP spettanti per nuove assunzioni, volgendo poi lo sguardo agli ammortizzatori sociali e alle vicende degli esodati.

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Il licenziamento discriminatorio o fondato su motivo illecito unico e determinante

03 Dicembre 2013 | di Marco Proietti

Licenziamento discriminatorio

Quando si parla di licenziamento discriminatorio si intende la risoluzione del rapporto di lavoro posta in essere da parte dell’azienda nei confronti del lavoratore ed in ragione delle idee politiche, le credenze religiose, il sesso, l’etnia o semplicemente il comportamento da questi assunto; in molti casi la giurisprudenza ha costruito all’interno della categoria discriminatoria le figure del c.d. “motivo di ritorsione” e del “motivo illecito” unico e determinate. Più genericamente, la disciplina sul licenziamento discriminatorio vuole colpire eventuali violazioni dell’art. 3 della Costituzione da parte del datore di lavoro che, appunto, nel chiudere il rapporto con il prestatore adduca ragioni del tutto illegittime; tali ragioni, violando un principio fondamentale della Carta Costituzionale, sono talmente gravi da garantire comunque al lavoratore il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, ai sensi dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. La recente legge 92/2012 (c.d. Riforma Fornero), ha per la prima volta legiferato in materia e nel modificare l’art. 18 St. lav. ha riconosciuto il diritto alla reintegra al lavoratore, sempre e comunque nei casi di licenziamento discriminatorio o fondato da motivo illecito o di ritorsione. Le altre norme di riferimento sono l’art. 4, legge 604/1966 e l’art. 3, legge 108/1990.

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L'accordo di prepensionamento alla luce della guida della Fondazione Studi CdL

26 Novembre 2013 | di Gianluca Natalucci

Incentivi per l’esodo dei lavoratori/prepensionamento

La Riforma Fornero, prima, e il D.L. n. 179/2012, poi, hanno introdotto alcune disposizioni volte a facilitare l’uscita anticipata di lavoratori vicini al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. Il sistema degli incentivi per il lavoratore si innesta in tre procedure “tipizzate”, tutte rivolte a datori di lavoro, imprese e non imprese, che impieghino mediamente più di 15 dipendenti. Con la recente Circolare n. 12/2013 del 7 ottobre, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro effettua un’analisi della struttura dell’accordo fino ai calcoli di convenienza, mettendo in evidenza i vantaggi derivanti dalla procedura stessa, sia per i datori sia per i dipendenti.

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Le condizioni per accedere all'indennità a sostegno del reddito

08 Novembre 2013 | di Alfredo Casotti

CO.CO.CO.

Superata la fase di sperimentazione, diventa definitiva la misura a sostegno del reddito prevista per i collaboratori coordinati e continuativi rimasti privi di un contratto di lavoro. Come chiarito dall'INPS, sono interessati i soli collaboratori a progetto iscritti esclusivamente alla Gestione separata del lavoro autonomo che hanno operato - nell’anno precedente a quello della richiesta - in regime di monocommittenza. Analisi delle condizioni necessarie e delle modalità operative per presentare la domanda per accedere al beneficio.

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Collaboratori a progetto: le condizioni per accedere all'indennità a sostegno del reddito

08 Novembre 2013 | di Alfredo Casotti

CO.CO.PRO.

Superata la fase di sperimentazione, diventa definitiva la misura a sostegno del reddito prevista per i collaboratori coordinati e continuativi rimasti privi di un contratto di lavoro. Come chiarito dall'INPS, sono interessati i soli collaboratori a progetto iscritti esclusivamente alla Gestione separata del lavoro autonomo che hanno operato - nell’anno precedente a quello della richiesta - in regime di monocommittenza. Analisi delle condizioni necessarie e delle modalità operative per presentare la domanda per accedere al beneficio.

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Dall'ultima riforma del lavoro: apprendistato e lavoro a progetto

04 Novembre 2013 |

Lavoro dipendente e subordinazione

Il contratto di apprendistato e quello di lavoro a progetto continuano a stare al centro dell'attenzione del mondo del lavoro e ad essere oggetto di modifiche a cura del legislatore. Per l'apprendistato, uno degli intenti è di restituirgli il ruolo di modalità tipica di entrata dei giovani nel mercato del lavoro mentre, per il lavoro a progetto, quello di proseguire nella lotta all'uso improprio di talune tipologie contrattuali troppo spesso impiegate per avere personale a più basso costo. Le modifiche che ha apportato il Decreto Giovannini, invero, non sono molte e parte della dottrina le ha ritenute solo “dichiarazioni di principio”, non avendo esse ottenuto gli obiettivi prefissi.

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La disciplina dell’ASpI a dieci mesi dalla sua entrata in vigore

23 Ottobre 2013 | di Stefano Lapponi

AspI

Dall’entrata in vigore della Legge di Riforma del Mercato del Lavoro, si sono susseguite diverse circolari INPS (nn. 140/2012, 144/2013 e 145/2013), il D.M. 29 Marzo 2013, n. 73380 (Erogazione in unica soluzione dell'indennità ASpI e mini-ASpI) e il D.L. n. 76/2013, essenziali per disciplinare la corretta applicazione del nuovo istituto previdenziale. L’ASpI è un ammortizzatore sociale destinato a sostituire l’indennità di disoccupazione, e diverrà pienamente operativo dal 2017 con la sostituzione dell’indennità di mobilità. I beneficiari sono i lavoratori che hanno perso l'occupazione in modo involontario; nel novero dei suddetti, rientrano anche gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperative. Sono invece esclusi i lavoratori agricoli sia a tempo determinato che indeterminato per i quali si applica la disciplina speciale.

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Il contratto a termine, ancora più flessibile con la Giovannini

03 Settembre 2013 |

Lavoro a tempo determinato

Il contratto a termine è stato oggetto di ritocchi, anche sostanziali, da parte del c.d. Decreto Giovannini (D.L. n° 76 del 2013, convertito con modifiche, in Legge n° 99 del 9 agosto 2013) che, in precedenza irrigidito dalla c.d. Riforma Fornero, gli ha restituito una maggiore flessibilità. La Corte Costituzionale, poi, con la recente sentenza n° 107 del 29 maggio 2013 ha, tra l'altro, affermato la coerenza dell'intero impianto normativo sia con i dettami della nostra Costituzione, sia con quelli della la Legge delega n° 422 del 2000, sia con la direttiva del Consiglio dell'Unione Europea del 28 giugno 1999, n. 1999/70/CE.

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