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Focus su Lavoro dipendente e subordinazione

Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti e salvaguardia dei livelli occupazionali

05 Ottobre 2018 | di Iunio Valerio Romano

Lavoro dipendente e subordinazione

L’art. 5 del D.L. n. 87/2018, convertito con modificazioni dalla L. n. 96/2018, pone nuovi limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti agli investimenti produttivi. Ed in vero, le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale, che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato legato all’effettuazione di investimenti produttivi, decadono dal beneficio qualora l’attività economica incentivata, o una sua parte, sia delocalizzata in Stati non appartenenti all’Unione europea, ad eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione dell’investimento incentivato. Il successivo art. 6 prevede la decadenza dalla fruizione di specifici benefici per le imprese - italiane ed estere, purché operanti nel territorio italiano - che, avendo beneficiato di aiuti di Stato che prevedano una valutazione dell’impatto occupazionale, non abbiano garantito il mantenimento di determinati livelli occupazionali.

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Formazione 4.0: le novità della Legge di Bilancio

13 Febbraio 2018 | di Stefano Lapponi

Lavoro dipendente e subordinazione

La Legge di Bilancio 2018 ha previsto di agevolare, tramite l’istituzione di un credito di imposta, la formazione del personale attinente alle attività di formazione svolte per acquisire e/o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0. Le attività di formazione ammissibili sono quelle svolte per acquisire e consolidare le conoscenze delle tecnologie relative a big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, ecc. negli ambiti di cui all’allegato A) della Legge n. 205/2017.

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Conciliazione vita-lavoro: istruzioni per lo sgravio contributivo

02 Gennaio 2018 | di Daniele Bonaddio

Lavoro dipendente e subordinazione

Con la Circolare n. 163/2017, l’INPS ha illustrato le modalità di attribuzione dello sgravio contributivo previsto dal D.M. del 12 settembre 2017, per i datori di lavoro che stipulino contratti collettivi aziendali contenenti misure volte a favorire la conciliazione tra la vita lavorativa e la vita privata dei lavoratori. Lo sgravio spetta per i contratti aziendali stipulati dal 1° gennaio 2017 al 31 agosto 2018 e ciascun datore di lavoro può usufruirne una sola volta nel biennio 2017-2018. Nel dettaglio L'Autore illustra come i datori di lavoro dovranno richiedere lo sgravio, e quali sono i presupposti e le condizioni stabiliti nel predetto Decreto per farne richiesta.

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La disciplina contrattuale delle collaborazioni per lo svolgimento delle attività di call center “outbound”

16 Ottobre 2017 | di Marco Rendina

Lavoro dipendente e subordinazione

A seguito dell’approvazione della L. n. 81 del 2017, ha ripreso interesse il dibattito sul tema del lavoro autonomo. A tale riguardo merita di essere segnalato l’Accordo firmato il 31 luglio 2017 da Asstel e le Organizzazioni Sindacali di categoria Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, nonché da Asscontact, con cui le Parti hanno realizzato il testo unico degli Accordi che dal 1° agosto 2013 disciplinano i rapporti di collaborazione per lo svolgimento delle attività di vendita, recupero crediti e ricerche di mercato svolte da call center in modalità outbound. Nell’articolo sono illustrati i principali contenuti dell’intesa che ha per oggetto la determinazione del corrispettivo, alcune previsioni normative e un capitolo sul welfare.

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Benefici contributivi per le aziende che introducono misure in favore della conciliazione vita-lavoro

13 Ottobre 2017 | di Federico Gavioli

Lavoro dipendente e subordinazione

Il Ministro del Lavoro e il Ministro dell'Economia e delle Finanze hanno recentemente firmato un Decreto che, in attuazione della misura sperimentale introdotta dal D.Lgs. n. 80/2015, riconosce sgravi contributivi ai datori di lavoro privati che abbiano previsto, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori. Il Provvedimento, che dovrà essere registrato dalla Corte dei Conti, recepisce le indicazioni contenute nelle Linee guida elaborate in materia dai Ministeri delegati.

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Call center: dalle (nuove) misure di contrasto alla delocalizzazione al Protocollo tra i committenti

04 Luglio 2017 | di Amedeo Tea

Lavoro dipendente e subordinazione

Le nuove misure previste dalla Legge di Bilancio 2017 si prefiggono di arginare la diffusa pratica di delocalizzazione dei Call center nazionali in Paesi Extra UE attraverso l’introduzione di regole più restrittive rispetto al passato che impongono, inevitabilmente, una rapida revisione dei sistemi degli operatori economici interessati, soprattutto al fine di evitare le pesanti sanzioni previste.

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Le nuove disposizioni sulla delocalizzazione dei call center

24 Marzo 2017 | di Mario Cassaro

Lavoro dipendente e subordinazione

La Legge di Bilancio 2017, allo scopo di limitare i fenomeni di dumping causati dalla delocalizzazione delle attività di call center fuori dal territorio nazionale o in paesi che non siano membri dell’Unione Europea, ha rafforzato le misure già esistenti in materia, introducendo nuovi obblighi di comunicazione al Ministero del Lavoro, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, al Ministero dello Sviluppo economico ed all’Autorità garante della Privacy. Nelle pagine che seguono si fornisce un quadro di riepilogo della normativa, analizzando con maggiore dettaglio le novità, le modalità di adempimento ed i relativi profili sanzionatori.

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Gli ammortizzatori sociali nel settore call center

19 Aprile 2016 | di Daniele Bonaddio

Lavoro dipendente e subordinazione

Il D.Lgs. n. 148/2015, recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”, all’art. 44, comma 7 ha previsto un sostegno al reddito ad hoc, in deroga a quanto previsto dalla normativa vigente, per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore call center. Con il presente focus, l’Autore - dopo aver affrontato in maniera dettagliata la normativa di riferimento ed i recenti interventi di prassi ministeriale in merito - illustra il procedimento amministrativo per accedere all’indennità in trattazione.

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Collaborazioni irregolari: la sanatoria

02 Febbraio 2016 | di Daniele Bonaddio

Lavoro dipendente e subordinazione

Con l’avvento del nuovo anno il Governo si appresta ad attuare tutti i decreti delega del Jobs Act. Uno su tutti, il nuovo “Codice dei contratti” (Decreto Legislativo n. 81/2015) che all’art. 1 si prefigge l’obiettivo di far divenire il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato la forma comune di rapporto di lavoro. Obiettivo, questo, che s’intende raggiungere non soltanto mediante la recente proroga per il 2016 dello sgravio contributivo previsto dalla recente Legge di Stabilità, creando posti di lavoro ex novo, ma anche attraverso la stabilizzazione di rapporti già esistenti. In tale contesto un ruolo particolarmente rilevante viene assunto dall’art. 53 del D.Lgs. n. 81/2015, che contiene una norma estremamente interessante e incentivante per i datori di lavoro e committenti che hanno finora inquadrato in maniera erronea i propri collaboratori, e che intendono ora stabilizzarli. Il presente focus si pone la finalità di individuare innanzitutto quali sono gli elementi discriminanti che possono essere fatti valere in fase di attività ispettiva al fine di ricondurre un rapporto di lavoro in una fattispecie di tipo autonomo ovvero subordinato, e comprendere - qualora il rapporto non sia in linea con il Jobs Act - come è possibile sanare tali rapporti.

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Le agevolazioni fiscali per il “rientro dei cervelli” dopo la Stabilità 2016

26 Gennaio 2016 | di Andrea Costa

Lavoro dipendente e subordinazione

La Legge di Stabilità 2016 è intervenuta per prorogare, nel rispetto di determinate condizioni, i benefici fiscali riconosciuti dal 2011 dalla L. 30 dicembre 2010, n. 238, agevolando il rientro nel nostro Paese dei cittadini dell’Unione europea che, dopo aver risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia, abbiano maturato all’estero esperienze umane, culturali e professionali. Tale disposizione rappresenta soltanto l’ultima di una serie di interventi legislativi che, sovrapponendosi nell’arco di un anno, hanno creato notevole confusione tra gli operatori del settore. Nonostante i numerosi accorgimenti, la legislazione applicabile ai soggetti “rimpatriati” non può dirsi ancora definita in tutti i suoi aspetti, attendendosi appositi provvedimenti che ne definiscano talune modalità operative.

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