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Focus su Trattamento di fine rapporto

TFR: come calcolare la base imponibile spettante al coniuge divorziato

16 Gennaio 2018 | di Paola Silvia Colombo

Trattamento di fine rapporto

L'Autrice approfondisce le tematiche emerse a livello giurisprudenziale relative alle diverse tipologie indennitarie (es. incentivo all'esodo) che possono essere assimilate al TFR e, quindi, sussunte nella disciplina legislativa di cui all'art. 12-bis, l. n. 898/1970 e successive modificazioni.

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Imposta sostitutiva sul TRF: versamento dell'acconto 2016

13 Dicembre 2016 | di Daniele Bonaddio

Trattamento di fine rapporto

Il 16 dicembre 2016 scade il versamento dell’acconto fiscale sui rendimenti del TFR dei dipendenti. Pertanto, i datori di lavoro (sostituti d’imposta) sono chiamati a corrispondere all’Erario l’acconto dell’imposta sostituiva 2016 per pagare l'anticipo di tasse dovute dai lavoratori sul “guadagno” (il rendimento) derivante dal proprio TFR. Si ricorda che l’imposta, appunto “sostitutiva” all'ordinaria Irpef, è pari al 17% e può essere determinata – come vedremo in seguito – in base a due metodi di calcolo: il metodo storico o il metodo previsionale. Dunque, nel presente elaborato – dopo aver illustrato come avviene annualmente la rivalutazione del TFR, e quali sono i soggetti obbligati a versare l’imposta sostitutiva – andremo ad analizzare nel dettaglio i due criteri di calcolo appena citati.

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Tfr in busta paga, le istruzioni della Circolare Inps rendono applicabile la misura da maggio

05 Maggio 2015 | di Gabriele Livi

Trattamento di fine rapporto

La Circolare Inps 23 aprile 2015, n. 82 pone le condizioni per l’effettiva attuazione – con effetto sulle competenze retributive del mese di maggio – della normativa in tema di “Tfr in busta paga”. L'Autore analizza nel dettaglio il documento previdenziale che contiene anche indicazioni a valenza interpretativa, utili a definire l’esatta portata del disposto di legge e correlato D.p.c.m., favorendo la corretta applicazione della fattispecie.

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La disciplina del TFR in busta paga alla luce della Stabilità e delle disposizioni attuative introdotte con il DPCM 20 febbraio e con l'Accordo 20 marzo

27 Marzo 2015 | di Gabriele Livi

Trattamento di fine rapporto

Con l’adozione del D.P.C.M. 20 febbraio 2015 n. 29, in G.U. n. 65 del 19 marzo 2015, è andato a posto uno dei tasselli del puzzle normativo alla base della questione sinteticamente indicata come “Tfr in busta paga” o anche Quir (Quota integrativa della retribuzione), che trova la fonte legislativa di riferimento nell’art. 1, commi 26-34, l. n. 190/2014. Il quadro è stato completato con l’Accordo 20 marzo 2015, fra MEF, Ministero Lavoro e ABI, concernente specifiche modalità di finanziamento della misura.

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Trattamento di fine rapporto in busta paga? La scelta al lavoratore

08 Gennaio 2015 | di Massimiliano Gorgoni

Trattamento di fine rapporto

I lavoratori del settore privato hanno la possibilità di richiedere, per il periodo compreso tra marzo 2015 e giugno 2018, l’erogazione direttamente in busta paga delle somme che il datore di lavoro è tenuto a trattenere a titolo di trattamento di fine rapporto. Questa novità è stata introdotta con la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 - pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 (legge di stabilità per l’anno 2015). Si tratta di una disposizione sperimentale che, al momento, è prevista solo per il periodo indicato dalla norma. L’accesso al trattamento in busta paga può avvenire a domanda del lavoratore ed è irrevocabile per l’intero periodo interessato. Possono essere percepite solo le quote maturande del trattamento di fine rapporto, comprese quelle devolute alla previdenza complementare, nei termini che saranno stabiliti da un decreto che dovrà essere emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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TFR in busta paga: stimolo ai consumi o impoverimento futuro?

17 Ottobre 2014 | di Pasquale Staropoli

Trattamento di fine rapporto

Ha suscitato diffuso interesse la proposta del governo di consentire un anticipo mensile del TRF dei lavoratori dipendenti in busta paga. Se la misura, che si intende adottare quale stimolo immediato per i consumi e volàno di una ripresa economica che tarda a venire, può avere in teoria dei vantaggi immediati per i diretti interessati, non pochi dubbi emergono dalle criticità che la sua applicazione concreta comporta. Dalle problematiche connesse al regime fiscale e previdenziale, alla liquidità delle aziende, fino alla valutazione degli effetti dell’operazione sul futuro degli stessi fruitori attuali.

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