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Focus su Ius variandi

Ius variandi dopo il Jobs Act e diritto alle mansioni: poteri e limiti del datore di lavoro

28 Novembre 2017 | di Mario Cassaro

Ius variandi

A decorrere dal 25 giugno 2015 nei confronti di tutti i lavoratori subordinati si applica il nuovo art. 2103 c.c., come modificato dal Testo Unico di riordino dei contratti di lavoro, D.Lgs. n. 81/2015. La nuova disciplina legittima la facoltà del datore di lavoro di modificare e rendere più flessibili l'organizzazione del lavoro e l'attività produttiva assegnando il lavoratore a mansioni diverse, nell'ambito di una mobilità orizzontale nonché della stessa categoria legale, nel livello di inquadramento inferiore. Nell'approfondimento si analizza la disciplina tracciando un quadro di riepilogo dei poteri e dei limiti posti al potere di modifica unilaterale del datore di lavoro, con riguardo anche alle conseguenze di un demansionamento illegittimo ed ai rapporti con altri principi costituzionalmente garantiti.

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Disciplina in materia di mansioni: il punto dopo le novità del D.lgs. n. 81/2015

13 Maggio 2016 | di Mario Cassaro

Ius variandi

Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 ha modificato in maniera sostanziale la disciplina del c.d. jus variandi, vale a dire il potere del datore di lavoro di modificare unilateralmente le mansioni del lavoratore, senza il necessario consenso di quest'ultimo. La nuova formulazione dell'art. 2103 c.c. ha in tal modo ampliato significativamente la possibilità per il datore di lavoro di modificare e rendere più flessibili l'organizzazione del lavoro e l'attività produttiva. Nel presente lavoro si esaminano le variazioni apportate alla disciplina in materia, alla luce delle novità in vigore dal 25 giugno 2015, facendo il punto sull'argomento.

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