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Processo del lavoro - secondo grado

22 Aprile 2016 |

Sommario

Inquadramento | Proposizione del giudizio | Appello con riserva di motivi | Contenuto dell'atto di appello nella evoluzione normativa e giurisprudenziale | Deposito del ricorso e notificazione dell'impugnazione | Costituzione dell'appellato e appello incidentale | Udienza di discussione | Decisione | Mutamento del rito | Questioni particolari sul rito “ Fornero” | Riferimenti |

 

L'appello nel rito del lavoro rientra nel novero dei mezzi di impugnazione, quali definiti, in via generale, dall'art. 323 c.p.c.   Anche per il rito speciale del lavoro, dunque, l'appello involge ogni aspetto della sentenza di primo grado, vale a dire sia ai vizi del procedimento (errores in procedendo), sia il merito della causa, con la censura all'attività del giudicante con riguardo all'apprezzamento dei fatti e alla attività istruttoria (errores in iudicando). L'esame, comunque, deve essere compiuto nei limiti della censure delle parti (tantum devolutum, quantum appellatum): il limite segnato dalle censure delle parti, concretamente definite, è stato rafforzato a seguito della riforma introdotta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, comma 1, lett. c) bis, conv. nella L. 7 agosto 2012, n. 134, che ha modificato l'art. 434 c.p.c.   Il processo di appello, nel rito lavoro, si caratterizza per la centralità del valore della celerità, definitivamente consacrato nella riforma costituzionale della “ragionevole durata” del processo: detto principio ispira, anche per la fase impugnatoria, il sistema delle rigide preclusioni. Si è dunque consolidata la regola della improcedibilità del gravame in caso di omessa notifica; si è affermata l'estensione del suddetto principio anche ...

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