Bussola

Job on call

25 Settembre 2019 |

Sommario

Inquadramento | Differenze ed analogie con altre tipologie contrattuali | Campo di applicazione | Divieti e principio di non discriminazione | Forma e comunicazioni | Indennità di disponibilità | Aspetti di carattere fiscale e previdenziale | Attività e settori nei quali è possibile/non è possibile ricorrere al contratto di lavoro a chiamata | Modello di contratto | Peculiarità emerse dai vari CCNL | Riferimenti |

 

  Il contratto di lavoro intermittente, noto anche come lavoro a chiamata, o job on call, è una tipologia di contratto di lavoro subordinato che può vincolare le parti sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato.   Il job on call è stato introdotto nel nostro ordinamento dal d.lgs. n. 276 del 2003 (artt. 33-40) con l'obiettivo non solo di disciplinare le prestazioni lavorative rese in maniera discontinua, ma anche di disincentivare il ricorso al lavoro in nero, specialmente in alcuni settori, quali, ad esempio, quelli del turismo e della ristorazione.   Tale tipologia contrattuale è stata prima abrogata dall'art. 1 comma 45, l. n. 247 del 2007, ed è stata successivamente reintrodotta dall'art. 39, comma 10, d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla l. 6 agosto 2008, n. 133.   Attualmente il contratto di lavoro intermittente è disciplinato dagli artt. 13-18, d.lgs. n. 81 del 2015, decreto attuativo del Jobs Act contenente la disciplina organica dei contratti di lavoro.   Principale elemento che contraddistingue le modalità di instaurazione del rapporto di lavoro a chiamata è la previsione o meno di un obbligo di disponibilità da parte del lavoratore a beneficio del datore di lavoro.

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