Bussola

Contratto di ricollocazione

Sommario

Inquadramento | I criteri della legge delega 10 dicembre 2014, n. 183 | Soggetti beneficiari | Fonti di finanziamento | Soggetti attuatori | Profilazione | Il contenuto del contratto | Dote individuale di ricollocazione | Decadenza e condizionalità | Risultato occupazionale | Durata | Tabella di sintesi | Conclusioni | Riferimenti |

 

  D.Lgs. n. 150/2015   L’art. 34 del D.Lgs. n. 150/2015 abroga i commi da 2 a 7 dell’art. 17 del D.Lgs. n. 22/2015, lasciandone in vita soltanto il primo, eliminando così la disciplina del contratto di ricollocazione. In questo stesso Decreto n. 150 compare un articolo, il 23, interamente dedicato alla disciplina dell’assegno di ricollocazione: una disciplina che presenta evidenti affinità con quella del contratto di ricollocazione. Della prima disciplina del c.r. l’art. 23 del D.Lgs. n. 150/2015 riprende la parte relativa all'assegno individuale di ricollocazione (di seguito “assegno”), che costituisce il corrispettivo del servizio di assistenza intensiva cui ogni persona disoccupata titolare del trattamento Naspi avrà diritto, se non sarà riuscita a rioccuparsi entro quattro mesi dalla perdita del posto; inoltre, alcune parti relative agli obblighi dei contraenti. La norma ridefinisce l’ambito soggettivo di applicazione dell’assegno, rinviando la definizione dell’ambito oggettivo a una successiva delibera del consiglio di amministrazione dell’ANPAL (c. 7); il successivo art. 24 definisce le modalità di finanziamento dell’assegno, nei termini che vedremo a suo luogo.   Il risultato di questo carosello di disposizioni non è l’abbandono dell’idea del “contratto” di ricollocazio...

Leggi dopo

Esplora i contenuti più recenti su questo argomento