Bussola

Condotta antisindacale

03 Settembre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Nozione | Attualità del comportamento e/o degli effetti | Rilevanza dell’elemento soggettivo | Plurioffensività della condotta | Procedura per la repressione della condotta antisindacale | Legittimazione attiva | Legittimazione passiva | Rilevanza del decreto del giudice e sanzione penale | Condotta antisindacale nel pubblico impiego | Riferimenti | Bibliografia essenziale |

 

Il datore di lavoro, ponendo in essere dei comportamenti che ledono l’esercizio di diritti connessi alla libertà e all’attività sindacale o ostacolano il libero esercizio del diritto di sciopero, potrà essere assoggettato alla procedura ex art. 28 L. 20 maggio 1970, n. 300. Infatti, a tutela di dette posizioni giuridiche il legislatore ha introdotto uno strumento processuale volto a garantire una tutela giurisdizionale effettiva (inibitoria e ripristinatoria) contro il datore di lavoro che, con propria decisione unilaterale, ponga in essere condotte atte a impedire o ostacolare l’esercizio dei diritti costituzionalmente tutelati. Tale strumento è quello di cui all’art. 28, comma 1, della L. 20 maggio 1970, n. 300 il quale stabilisce che “qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio della libertà e dell'attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al datore di lavoro, con decreto motivato ed immed...

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