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Sommario

Inquadramento | Profili generali: dal codice civile all'art. 409, n. 3, c.p.c. | Successiva evoluzione della normativa: il D.Lgs. n. 276/2003 e le collaborazioni a progetto | Collaborazioni a progetto, partite IVA e associazione in partecipazione nella Legge n. 92/2012 | Il Jobs Act: l'abolizione del lavoro a progetto. Le collaborazioni etero-organizzate e le collaborazioni ex art. 409, n. 3, c.p.c. | Le collaborazioni ex art. 409 c.p.c.. Il DDL sul lavoro autonomo (e sullo smart working) | Tutele lavoristico-previdenziali dei collaboratori coordinati e continuativi | Riferimenti |

 

  A seguito della normativa sul Jobs Act - con l’abolizione delle collaborazioni a progetto di cui al c.d. Decreto Biagi del 2003 (integrato dalla Legge Fornero del 2012) - la normativa sui rapporti di lavoro viene a contemplare quattro situazioni: il lavoro subordinato ex art. 2094 e ss. c.c.; il lavoro autonomo ex art. 2222 c.c.; le collaborazioni prevalentemente personali, coordinate e continuative ex art. 409, n. 3, c.p.c.; le collaborazioni personali, continuative, etero-organizzate ex art. 2, comma 1, D.Lgs. n. 81/2015.   Il dibattito innescato dalla riforma si concentra, in ampia misura, sull’esatta portata di quest’ultima situazione, delle collaborazioni etero-organizzate: mentre da taluni si ritiene che le stesse non abbiano valenza giuridica “a sé”, ma valgano sostanzialmente a riqualificare la fattispecie del lavoro subordinato, innovandone la definizione normativa, da parte di altri si ritiene che le collaborazioni etero-organizzate rappresentino, comunque, una fattispecie di lavoro autonomo e non modifichino quindi la definizione di subordinazione.   Si tratta di una discussione non meramente teorica, ma con notevoli implicazioni pratiche: ove si ritenga valida la prima impostazione, trattandosi di un ampliamento della fattispecie del lavoro subordinato, deve rico...

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