Quesiti Operativi

Qualificazione dei compensi reversibili dell'amministratore dipendente

Nel caso in cui, nell’ambito di un gruppo societario internazionale, la società controllante estera invii un suo dipendente, non residente in Italia, a svolgere il ruolo di amministratore della società controllata residente nel territorio dello stato italiano con quale codice tributo deve essere versata la ritenuta a titolo d’imposta del 30% sui compensi reversibili erogati all’amministratore/lavoratore dalla società estera, dal momento che questi si considerano prodotti nel territorio italiano? Tali compensi sono oggetto di CU, vista la ritenuta versata?


 

 

 

 

 In questo tipo di tematiche, che comportano il coordinamento tra diverse legislazioni, occorre valutare la presenza di convenzioni fiscali contro la doppia imposizione e l’effettivo centro degli interessi del lavoratore ai fini della valutazione della residenza fiscale.

 

 

L’art. 50, co. 1, lett. c-bis) TUIR prevede che sono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore.

 

 

La lett. b) del citato art. 50 TUIR qualifica come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente anche le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato.

 

 

Dal punto di vista territoriale, come previsto dall’art. 23, co. 2, lett. b) TUIR, si presume prodotto in Italia il compenso di amministratore corrisposto da un sostituto di imposta residente in Italia, indipendentemente dunque da dove l’attività sia fisicamente svolta.

Tali importi devono essere tassati secondo quanto previsto dall’art. 24, co. 1-ter, D.P.R. n. 600/1973, il quale prevede che il sostituto italiano deve operare la ritenuta a titolo di imposta, sull’ammontare imponibile del compenso, pari al 30%.

 

 

Occorre, come detto, verificare l’eventuale norma convenzionale di maggior favore, nel caso in cui l’Italia abbia stipulato la Convenzione contro le doppie imposizioni con lo Stato interessato.

 

 

Nel caso di reddito reversibile ci si trova di fronte ad un reddito che può essere qualificato come reddito autonomo e quindi tale trattenuta dovrà essere versata attraverso il modello F24 ricompresa quindi nel codice F24 1040; nel caso in cui la qualificazione del reddito viri verso il reddito assimilato a quello da lavoro dipendente il codice da utilizzare sarà il 1001 (vista la confluenza del codice 1004 avvenuta nel 2017).

 

 

Il datore di lavoro dovrà produrre tutte le certificazioni proprie del sostituto d’imposta quali il 770 e la Certificazione Unica.

 

Leggi dopo

Le Bussole correlate >