Quesiti Operativi

Conciliazione sindacale: trattamento fiscale delle somme erogate

Qual è il corretto trattamento fiscale e contributivo delle somme erogate in sede di conciliazione sindacale a titolo transattivo e novativo al solo fine di evitare l'alea di un possibile giudizio e senza alcun riferimento a spettanze connesse al cessato rapporto di lavoro?

 

 

 

La transazione, definita dall’art. 1965 c.c., è “il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già incominciata o prevengono una lite che può sorgere fra loro.”.

 

Le transizioni possono essere categorizzate come semplici (o conservative) quando tra le parti esiste una lite e avviene uno scambio di  concessioni reciproche, sacrificando una pretesa a favore dell’altra parte, oppure come novative quando attraverso le concessioni si regolamentano interessi nuovi e  differenti.

 
L’aspetto fiscale delle transazioni è regolamentato dal TUIR, agli artt. 6, 17 e 51.

  
Considerando che gli importi concordati hanno la natura di un risarcimento danni, è necessario distinguere se si tratta di lucro cessante o danno emergente.

 Nel primo caso, l’importo sarà tassato a pieno titolo, come confermato dalla Suprema Corte con la sentenza n.10972 del 2009.

Nel secondo caso, gli importi non sono soggetti a tassazione. Le somme offerte a titolo di transazione seguono una tassazione ordinaria e quindi in base agli scaglioni di reddito. Viene applicata invece la tassazione separata nel caso in cui siano presenti arretrati di lavoro dipendente e se lo scambio della somma non dipende dalla volontà delle parti.

 Infine, con la circolare n.263/1997, l’Inps ha sostenuto che costituiscono imponibile contributivo tutte quelle somme erogate su pretese inerenti agli elementi imponibili.

 

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