Quesiti Operativi

Computo delle giornate nel contratto di lavoro intermittente

 

 Nel contratto di lavoro intermittente in che modo varia la valutazione del rapporto di lavoro se questo continua fino al limite di età di 25 anni del lavoratore, superando le 400 giornate di lavoro e complessivamente i 3 anni di rapporto? E' possibile effettuare un numero indefinito di contratti di lavoro intermittente (e un numero indefinito di proroghe) per arrivare al limite d’età del lavoratore, dato che questo tipo di contratto non subisce i limiti di un normale contratto a termine?

Il contratto di lavoro intermittente o a chiamata viene utilizzato nei casi in cui il datore di lavoro necessita di una prestazione lavorativa discontinua e a frequenza non predeterminabile.

Il rapporto di lavoro intermittente è concesso per un massimo di 400 giornate effettive di prestazione con lo stesso datore di lavoro.

In caso di superamento del predetto periodo il relativo rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, con l'esclusione dei contratti riguardanti i settori del turismo, del pubblico esercizio e dello spettacolo. La valutazione sarà effettuate sulle giornate di effettivo lavoro: il rapporto quindi durerà sicuramente oltre le 400 giornate.

Il triennio di valutazione è quindi un triennio mobile che deve essere valutato a ritroso dalla giornata durante la quale si intende procedere alla prestazione.  Inoltre si ricorda che per il lavoro intermittente non si applicano le regole dei rapporti di lavoro a termine, quindi è possibile superare i limiti termporali e di proroghe recentemente riformati dal Decreto Dignità (Legge 96/2018).

 

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