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Welfare aziendale, agevolazione per il tirocinante e i titolari di redditi assimilati

Il caso.

Una società gestita da un amministratore unico vuole introdurre un “Piano Welfare” per soddisfare i propri dipendenti e ottimizzare i costi aziendali, mettendo a disposizione 3 benefit.

L’amministratore chiede all’AE se è possibile applicare il regime di esclusione da imposizione sul reddito di lavoro dipendente (ex art. 51, co. 2, lett. f) e f-bis), TUIR) anche ai titolari di reddito di lavoro assimilato.

 

 

La Risposta dell’Agenzia.

L’AE ha precisato che, affinché si determini l’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente, devono ricorrere le seguenti condizioni:

  • le opere e i servizi devono essere messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti;

  • le opere e servizi devono riguardare esclusivamente erogazioni in natura e non erogazioni sostitutive in denaro;

  • le opere e i servizi devono perseguire specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale o culto.

 

Tuttavia, perché tali servizi non generino reddito imponibile in capo al lavoratore, è necessario che i servizi siano messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti. Nel caso di specie dal “Piano” sono esclusi gli addetti alla cucina e l’addetto alla cassa, con contratto di somministrazione e di stage.

 

L’art. 52, co. 1, TUIR dispone che “ai fini della determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente si applicano le disposizioni dell’articolo 48”, pertanto, essendo lo stagista ricompreso nella categoria di dipendenti addetti alla sala, potrà godere del regime esentativo previsto dall’art. 51, co. 2, lett. f), TUIR, così come il lavoratore assunto con contratto di somministrazione a tempo determinato, essendo titolare di reddito di lavoro dipendente.

 

L’AE conclude che:

  • i beni welfare previsti dal regolamento aziendale se erogati in favore dell’amministratore unico e del direttore di sala dovranno essere valorizzati ai sensi dell’art. 51, co. 3, TUIR;

  • la erogazione dei benefit in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento che configuri l’adempimento di un obbligo negoziale determina la deducibilità integrale dei relativi costi da parte del datore di lavoro ai sensi dell’articolo 95 del TUIR, e non nel solo limite del cinque per mille, secondo quanto previsto dall’ articolo 100 del medesimo testo unico” (Circolare 15 giugno 2016, n.  28/E);

  • gli oneri relativi al benefit riconosciuto alla categoria dei dipendenti addetti alla sala, consistente in un check up cardiaco, sono deducibili ai sensi dell’art. 95, TUIR.

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