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Vecchi buoni pasto e App mobile: stesse regole per l’Agenzia delle Entrate

La nuova versione digitale dei vecchi buoni pasto, App mobile per smartphone in grado di gestire i servizi sostitutivi di mensa aziendale, non comporta nessuna novità fiscale rispetto ai vecchi ticket. Le regole sono le stesse. A confermarlo è stata l’Agenzia delle Entrate con il Principio di diritto n. 3 dell’8 ottobre.

 

Sul fronte IRPEF, l’Amministrazione finanziaria chiarisce che la determinazione del reddito di lavoro dipendente avverrà alle condizioni di cui all’ art. 5, comma 2, lettera c), del T.U.I.R., il quale, si ricorda, prevede che “Non concorrono a formare il reddito … le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi…”.

 

Per quanto concerne l’IRES, invece, il costo sostenuto dal datore di lavoro per gestire i predetti servizi rappresenta, spiegano dalle Entrate, un onere per l’acquisizione di un servizio complesso non riducibile alla semplice somministrazione di alimenti e bevande e, quindi, non subisce le limitazioni di deducibilità di cui all’articolo 109, comma 5, del TUIR.

 

In campo IVA, infine, l’Agenzia ha precisato che, fermi restando gli eventuali riflessi del recepimento in ambito nazionale della direttiva (UE) 2016/1065 del 27 giugno 2016 che l’Amministrazione finanziaria si riserva di valutare, “si renderanno applicabili le aliquote ridotte del 4 e 10 per cento previste nei nn. 37 e 121 della Tabella A, allegata al D.P.R. del 26 ottobre 1972 n. 633”.

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