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Sufficiente l’avviso di giacenza per far pervenire la lettera di licenziamento nella sfera di conoscibilità del lavoratore

Il caso. La Corte d’Appello respingeva il reclamo di un dipendente di Poste Italiane SpA, ritenendo legittimo il licenziamento disciplinare intimatogli con apposita lettera a seguito di una contestazione in cui si addebitava al lavoratore di aver effettuato sul proprio conto corrente presso l’ufficio postale il versamento di una serie di assegni intestati a persone diverse da lui, in violazione della clausola di non trasferibilità e delle norme sull’antiriciclaggio.

In particolare, la Corte territoriale riteneva infondata la tesi del lavoratore che deduceva la nullità del licenziamento per averne avuto conoscenza solo al rientro da un periodo di malattia e quindi fuori termine rispetto ai 30 giorni dalla presentazione delle giustificazioni, per l’invio da parte del datore di lavoro della comunicazione del provvedimento. Il dipendente ha proposto quindi ricorso in Cassazione.

 

La notifica del licenziamento. Sostiene il ricorrente che il primo atto di cui egli è venuto a conoscenza sarebbe la lettera di licenziamento intimatogli dal datore di lavoro al suo rientro in ufficio, in quanto in precedenza nessuna lettera gli sarebbe stata ritualmente recapitata.

Tuttavia, nella fattispecie in esame, non trattandosi della notificazione di un atto giudiziario ma esclusivamente della comunicazione dell’atto di licenziamento adottato dal datore di lavoro, la questione giuridica è costituita solo dall’accertamento dell’avvenuta conoscenza o meno da parte del dipendente della decisione datoriale, attraverso la ricezione della lettera raccomandata. E poiché tale notificazione costituisce solo un mezzo da parte del datore di lavoro per comunicare al lavoratore la lettera di licenziamento, risulta inammissibile la censura della violazione del procedimento notificatorio, qualora non sia collegata ad una violazione dell’art. 1335 c.c., il quale impone al dichiarante l’obbligo di provare con qualsiasi mezzo l’avvenuta conoscenza dell’atto da parte del destinatario.

Nonostante ciò, la Suprema Corte ribadisce che il mezzo utilizzato ha comunque consentito al lavoratore di giungere a conoscenza della raccomandata attraverso l’avviso apposto sulla porta dell’abitazione del deposito presso la casa comunale.

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