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Stranieri non comunitari e richiedenti protezione internazionale, l'accesso ai Centri per l'impiego

Il Ministero del Lavoro, congiuntamente all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, ha pubblicato ieri una Circolare relativa all’accesso ai servizi nonché alle misure di politica attiva del lavoro erogati dai Centri per l’impiego da parte di cittadini non comunitari e titolari di protezione internazionale.

 

In merito al requisito della residenza, si è sottolineato che i cittadini non comunitari e gli stranieri richiedenti/titolari di protezione internazionale godono degli stessi diritti e dello stesso trattamento dei lavoratori italiani e comunitari.

 

Infatti, il documento precisa che:

  • i cittadini stranieri non comunitari devono dimostrare, ai sensi dell’art. 11, comma 1, D.Lgs. n. 150/2015, di essere regolarmente iscritti nelle liste anagrafiche della popolazione di un determinato comune;
  • i richiedenti/titolari protezione internazionale ospitati nei centri e nelle strutture di accoglienza hanno il luogo di dimora abituale nei centri o strutture di accoglienza.

 

In seguito alle numerose richieste di chiarimenti ci si è chiesti se un richiedente protezione internazionale, generalmente ospitato in un centro di accoglienza, può e come deve accedere ai servizi e alle misure di politiche attive del lavoro?

 

Ai sensi dell’art. 5, comma 3, del D.Lgs. n. 142/2015, per i richiedenti protezione internazionale ospitati nei centri o nelle strutture di accoglienza, ai quali è rilasciato il permesso di soggiorno ovvero la ricevuta di richiesta, il centro o la struttura rappresentano luogo di dimora abituale ai fini della iscrizione anagrafica.

 

Ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. n. 142/2015 è riconosciuta la possibilità, ai richiedenti protezione internazionale dal, di svolgere attività lavorativa decorsi sessanta giorni dalla presentazione della domanda di asilo.

 

Di conseguenza dovrà essere consentito a tali soggetti l’accesso ai servizi e alle misure di politica attiva del lavoro erogati dai Centri per l’impiego, rispetto a cui il rilascio della dichiarazione immediata di disponibilità è un passaggio utile.

L'INPS ha comunicato, con il Messaggio n. 3151 del 28 luglio 2017, di avere aggiornato il software Uniemens per accogliere i flussi individuali trasmessi con codice fiscale numerico provvisorio.

 

Per effetto di tale modifica, i datori di lavori possono trasmettere le denunce individuali direttamente con il codice fiscale numerico provvisorio assegnato ai richiedenti protezione internazionale.

 

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