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Rispetto della contrattazione collettiva per fruire di benefici normativi: precisazioni

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro fornisce alcune precisazioni circa l’obbligo di rispettare gli accordi e i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro per poter fruire di benefici normativi e contributivi (Circ. INL 10 settembre 2019 n. 9).

 

Ai fini della fruizione di benefici normativi e contributivi, il datore di lavoro deve rispettare gli accordi e i contratti collettivi nazionali e quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (art. 1, c. 1175, L. 296/2006).

 

Il datore di lavoro è tenuto a rispettare anche la parte normativa del contratto, cioè quella che disciplina istituti come la durata del periodo di prova, l’orario di lavoro, la malattia, il lavoro straordinario.

 

Non è possibile revocare i benefici fruiti dal datore di lavoro se quest’ultimo riconosce ai lavoratori un trattamento normativo e retributivo identico, se non migliore, rispetto a quello previsto dal contratto stipulato dalle OOSS comparativamente più rappresentative.

 

Le Organizzazioni Sindacali che difettano del requisito della maggiore rappresentatività in termini comparativi non possono:

- disciplinare, anche in termini derogatori, gli aspetti delle tipologie contrattuali (art. 51 D.Lgs. 81/2015);

- integrare o derogare alla disciplina in materia di orario di lavoro (D.Lgs. 66/2003);

- sottoscrivere i contratti di prossimità (art. 8 DL 138/2011 conv. in L. 148/2011);

- costituire enti bilaterali (art. 2, c. 1, lett. h, D.Lgs. 276/2003).

 

Queste prerogative sono, infatti, riservate esclusivamente alle OOSS comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e, se esercitate da soggetti a cui non spettano, risultano inefficaci.

 

Per le imprese che operano nel settore edilizia ed applicano il CCNL Edili (CCNL 19 aprile 2010), l'obbligo di iscrizione alle Casse edili discende direttamente dall'applicazione da parte del datore di lavoro della parte economico-normativa del CCNL.

 

Sono pertanto escluse le imprese (ad esempio del settore metalmeccanico) che operano nel cantiere ma non applicano il CCNL Edili (Risp. Interpello Min. Lav. 23 dicembre 2008 n. 56; Risp. Interpello Min. Lav. 1o agosto 2012 n. 18).

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