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Retribuzione imponibile personale di uffici consolari, rappresentazione diplomatiche e istituti di cultura

Con la Circolare INPS 11 aprile 2019, n. 52 viene illustrato il quadro normativo della retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli impiegati delle strutture facenti capo al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale (MAECI), ovvero le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari e gli istituti di cultura all’estero, come modificato dall’art. 1, co. 271, L. 27 dicembre 2017, n. 205.

 

Il particolare rapporto di lavoro del personale delle strutture del MAECI è regolato dagli articoli da 154 a 166, D.P.R. n. 18/1967.

Il D.lgs. n. 103/2000 ha riformato la disciplina, prevedendo un regime di salvaguardia per il personale di nazionalità o cittadinanza italiana; mentre l’art. 33, D.lgs. n. 64/2017, che disciplina la scuola italiana all’estero, estende la normativa del D.P.R. n. 18/1967 anche agli impiegati assunti localmente.

 

La tutela previdenziale di questi rapporti di lavoro è garantita “nelle forme previste dalla normativa locale, ivi comprese le convenzioni e gli accordi internazionali in vigore” (art. 158, D.P.R. n. 18/1967).

Sono da distinguere i seguenti casi:

  • se il rapporto di lavoro si svolge in un Paese dell’UE, gli impiegati a contratto sono soggetti alle assicurazioni obbligatorie previste dal Paese estero in cui prestano attività lavorativa, con le deroghe previste dai Regolamenti n. 883/2004 e n. 987/2009;

  • se il rapporto di lavoro si svolge in un Paese extra UE con cui vige una convenzione bilaterale per la sicurezza sociale, al personale italiano si applicano le forme assicurative previste dal Paese estero o dall’Italia, in base alla convenzione;

  • se il rapporto di lavoro si svolge in un Paese extra UE che non ha una convenzione bilaterale, tutti gli impiegati, a prescindere dalla nazionalità, sono soggetti alle assicurazioni obbligatorie previste dal Paese estero in cui prestano attività lavorativa;

  • se il Paese estero non ha alcuna forma di tutela previdenziale, oppure tutela insufficiente, gli impiegati a contratto possono richiedere di essere tutelati con forme assicurative italiane o straniere.

 

Per salvaguardare il personale di cittadinanza o nazionalità italiana, i rapporti di lavoro continuano ad essere disciplinati dalle norme del CCNL del Comparto Ministeri del 22 ottobre 1997, e la tutela previdenziale, fino al 31 marzo 2018, è garantita dai meccanismi di retribuzione ex art. 2, co. 3, D.lgs. n. 103/2000.

 

 

Dal 1° aprile 2018, ai sensi dell’art. 1, co. 271, L. n. 205/2017, i contributi e i premi previdenziali sono determinati sulla base dell’intera retribuzione.

 

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