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Omissione contributiva e causa di non punibilità

L'imprenditore accusato di omesso versamento delle ritenute può essere assolto per speciale tenuità del fatto se l'illecito, seppur duraturo, supera di poco la soglia di punibilità. Lo afferma la Corte di Cassazione con la sentenza del 10 giugno 2019, n. 25537.

 

La Corte ha evidenziato che la particolare tenuità del fatto costituisce una causa di non punibilità atipica.

Il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali si configura come una fattispecie connotata da una progressione criminosa dove, superato il limite di legge, le ulteriori omissioni consumate nel corso dello stesso anno si configurano come momenti esecutivi di un reato unitario prolungato.

La definitiva cessazione del reato coincide con la scadenza del termine previsto per il versamento dell’ultima mensilità, ovvero con il 16 gennaio dell’anno successivo. Dunque, si tratta di un reato unico che si consuma al superamento della soglia di euro 10mila.

 

Nel caso concreto, la Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente, condannato dalla Corte di Appello alla reclusione, tenendo conto della pluralità delle mensilità interessate ed affermando l’irrilevanza della contenuta entità del superamento della soglia.

La sentenza di secondo grado è stata annullata con rinvio: il giudice del rinvio dovrà accertare il momento in cui si è verificato il superamento della soglia di punibilità e, soprattutto, l’entità dello stesso.

 

 

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