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Nuovo credito d'imposta per la formazione del personale

Novità per le imprese che investono nella formazione del personale in chiave Industria 4.0. La nuova Legge di Bilancio (L. 205/2017) riconosce ai commi da 46 a 57 un credito d'imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

 

Il tetto massimo annuale del nuovo bonus è fissato a 300.000 euro per ciascun beneficiario. Entro tale limite, la misura del beneficio è pari al 40% delle spese effettuate nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e relative al costo aziendale dei lavoratori dipendenti, per il periodo in cui essi siano occupati nelle attività di formazione suddette.

 

Il credito di imposta è riconosciuto in favore di ogni tipo e forma di impresa a condizione che le attività di formazione siano pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali e siano svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0. La stessa Legge di Bilancio contiene un'esemplificazione di tali tecnologie, e precisamente: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’Allegato A della Legge di Bilancio. Sono in ogni caso escluse dal beneficio le attività di formazione, ordinaria o periodica, organizzata dall’impresa per conformarsi alle norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro e di protezione dell’ambiente o ad altre norme obbligatorie in materia di formazione.

 

Il bonus andrà indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di spettanza e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi in cui sia impiegato. Può essere utilizzato esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. Non concorre alla formazione del reddito ai fini fiscali.

 

La nuova disciplina stabilisce i requisiti di certificazione dei costi ai fini del beneficio, anche con riferimento alle imprese non soggette alla revisione legale dei conti. Per queste ultime, le spese sostenute per l'apposita attività di certificazione contabile sono ammesse al credito d'imposta in oggetto entro il limite massimo di 5.000 euro. Nei confronti del revisore legale dei conti o del professionista responsabile della revisione legale dei conti, che incorra in colpa grave nell'esecuzione degli atti finalizzati al rilascio i tale certificazione, si applicano le sanzioni penali applicate al consulente tecnico nel processo civile (art. 64 c.p.c.).

 

La disciplina attuativa è demandata a un Decreto del MEF. 

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