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No all’installazione di impianti audiovisivi di controllo dei lavoratori in assenza di espressa autorizzazione

Come fare nel caso di mancata risposta alla richiesta di installazione ed utilizzo degli impianti audiovisivi e degli altri strumenti di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, di cui all’attuale art. 4 c. 1, della L. 20 maggio 1970, n. 300? Lo si può considerare un “silenzio-assenso?”.

La domanda è pervenuta al Ministero del Lavoro, che ha risposto (Ist. Interpello 3/2019) negativamente: nel caso di silenzio dell’organo amministrativo adito non è, quindi, configurabile l’istituto del silenzio-assenso, occorrendo l’emanazione di un provvedimento espresso di accoglimento ovvero di rigetto della relativa istanza. 

 

Lo stesso Ministero del Lavoro aveva fornito, con Nota 16 aprile 2012 alcune istruzioni operative per il rilascio delle autorizzazioni previste dall’art. 4 L. 300/1970. «In quella occasione era stata sottolineata la necessità di considerare i presupposti legittimanti la richiesta di installazione di impianti di controllo, ovvero l’effettiva sussistenza delle esigenze organizzative e produttive, sottolineando inoltre il necessario rispetto del Codice per la privacy, nonché dei successivi provvedimenti del Garante, in particolare delle prescrizioni del Provvedimento generale sulla videosorveglianza dell’8 aprile 2010, nel quale, tra l’altro, si afferma l’esclusione dell’applicazione del principio del silenzio-assenso in questo caso specifico».

Con la Nota del 18 giugno 2018 (prot. n. 302) in tema di rilascio delle autorizzazioni in esame per esigenze di sicurezza sul lavoro, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha ribadito alle proprie strutture territoriali la necessità della «stretta connessione teleologica che deve intercorrere tra la richiesta di installazione e l’esigenza manifestata».

 

Resta dunque fermo che l’art. 4 c. 1 L. 300/1970 «non consente la possibilità di installazione ed utilizzo degli impianti di controllo in assenza di un atto espresso di autorizzazione, sia esso di carattere negoziale (l’accordo sindacale) o amministrativo (il provvedimento)».

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