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MinLav: durata del contratto di solidarietà con il cambio appalto

Il caso.

Le Associazioni Agens e ANCP, congiuntamente alle Organizzazioni sindacali nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, SLM Fast Confsal e UGL TAF, hanno presentato interpello al MinLav riguardo la possibilità, in occasione di un cambio di azienda per nuovo appalto, per l’impresa subentrante di accedere al trattamento di integrazione salariale del contratto di solidarietà, facendo ripartire il conteggio del periodo massimo distinto da quello finora utilizzato dall’azienda uscente.

 

 

La risposta del MinLav.

Il MinLav risponde all’interpello richiamando la Circolare n. 17/2017, con la quale ha chiarito che per quinquennio mobile (entro il quale il contratto di solidarietà deve operare), si deve intendere un lasso temporale pari a cinque anni, calcolato a ritroso a decorrere dall'ultimo giorno di trattamento richiesto da ogni azienda per la singola unità produttiva.

 

Nel caso in cui intervenga una successione nell’appalto e nell’unità produttiva sottoposta a contratto di solidarietà, l’azienda subentrante per usufruire del beneficio è tenuta a richiedere la concessione del trattamento di integrazione salariale per la nuova unità produttiva. Si ritiene che il conteggio dei mesi di CIGO o CIGS fruiti sia riferito esclusivamente all’impresa subentrante, relativamente alle diverse unità produttive interessate.

 

A tal proposito, l’art. 1, co. 2, D.Lgs. n. 148/2015 dispone che, per beneficiare del trattamento di integrazione salariale, i lavoratori devono possedere, presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda di concessione.

 

Quindi, in caso di cambio appalto, il periodo massimo a disposizione comincia a decorrere ex novo per l’azienda subentrante.

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