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Mancato superamento del comporto: licenziamento nullo con obbligo di reintegra

Nei rapporti di lavoro dove non si applica l’art. 18 L. 300/70, gli effetti del licenziamento dichiarato nullo per il mancato superamento del periodo di comporto non sono regolati dalla disciplina dell’art. 8 L. 604/66, ma, in assenza di un'espressa regolamentazione, da quella generale del codice civile.

La Cassazione ha affermato questo principio di diritto esaminando il caso di una lavoratrice licenziata per superamento del periodo di comporto (Cass. 22 luglio 2019, n. 19661).

 

 

Il Tribunale aveva dichiarato illegittimo il recesso e la società era stata condannata a reintegrare la donna al suo posto di lavoro.

La Corte di Appello aveva riformulato la decisione, condannando l’azienda alla riassunzione o al risarcimento. Secondo i giudici di secondo grado, valevano le dimensioni dell’impresa, che aveva alle proprie dipendenze meno di 15 persone, ed era possibile l'applicazione dell’art. 18 L. 300/70.

 

La Cassazione ha affermato invece che le dimensioni dell’azienda non sono determinanti: la nullità del recesso determina la continuità del rapporto di lavoro, e ciò a prescindere dalle dimensioni dell’impresa.

 La Corte ha quindi rinviato la sentenza al riesame della Corte di Appello, che dovrà pronunciarsi attenendosi al principio di diritto enunciato.

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