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Malattie tabellate: presunzione legale dell’origine professionale

La Cassazione si pronuncia circa la presunzione legale dell’origine professionale delle malattie tabellate, chiarendo gli oneri probatori in capo a lavoratore ed INAIL (Cass. 17 giugno 2019 n. 16173).

 

Per malattia professionale si intende una patologia che si sviluppa a causa della presenza di lavori, materiali o fattori nocivi nell'ambiente in cui si svolge l'attività lavorativa.

 

La legge (All. 4 DPR 1124/65, aggiornato con DM 9 aprile 2008) individua un elenco tassativo di malattie professionali contratte nell'ambito di determinate lavorazioni elencate in una tabella.
Queste malattie godono di una presunzione legale dell'origine professionale a condizione che la malattia sia denunciata entro i termini massimi di indennizzabilità previsti in tabella.
Pertanto, il lavoratore deve provare soltanto lo svolgimento di mansioni rientranti nell'ambito delle lavorazioni tabellate e l'esistenza di una malattia espressamente prevista nelle tabelle.

 

La presunzione legale può essere superata dall’INAIL solo dimostrando che:

- il lavoratore è stato addetto in maniera sporadica od occasionale alla mansione o alla lavorazione tabellata;
- il lavoratore è stato concretamente esposto all'agente patogeno connesso alla lavorazione tabellata in misura non sufficiente a causare la patologia;
- la malattia è riconducibile ad altra causa di origine extralavorativa.

 

Nel caso di specie un lavoratore marittimo, venuto a contatto con amianto durante una lavorazione, ha contratto l’asbestosi, malattia espressamente tabellata dalla legge. Per dimostrare l’origine professionale della malattia il lavoratore deve, di conseguenza, provare solo la sussistenza della stessa e di essere stato addetto alla lavorazione nociva.

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