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Integrazioni salariali pagate dall’INPS: esteso il termine

In caso di pagamento diretto dell’INPS dei trattamenti di integrazione salariale in deroga, il datore di lavoro è obbligato ad inviare all’INPS tutti i dati necessari, tramite il Mod. SR41, entro il termine di 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza della concessione (art. 26 quater DL 4/2019 conv. in L. 26/2019).

Decorso il termine, il pagamento della prestazione e gli oneri connessi rimangono a carico del datore di lavoro.

 

Il termine decadenziale previsto in via generale per le integrazioni salariali anticipate dal datore di lavoro (art. 7, co. 3, D.Lgs. 148/2015) è stato quindi esteso ai casi di prestazioni pagate direttamente dall’INPS.

L’estensione del termine si applica a tutte le tipologie di decreti di concessione di cassa integrazione guadagni in deroga, sia regionale che nazionale.

 

Per i trattamenti in deroga concessi prima dell’entrata in vigore della L. 26/2019 (30 marzo 2019), si potranno verificare i seguenti casi:

  • in caso di autorizzazioni INPS emesse prima del 30 marzo 2019 (codice di intervento 699), il termine di 6 mesi decorre dal 30 marzo 2019;
  • in caso di autorizzazioni INPS emesse dopo il 30 marzo 2019 (codice di intervento 699), il termine di 6 mesi decorre dalla data di autorizzazione.

Per i trattamenti concessi successivamente al 30 marzo 2019, il termine di 6 mesi decorre dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del periodo concesso o dalla data di emissione del provvedimento di autorizzazione INPS, se successivo.

 

Restano escluse le autorizzazioni emesse per decreti convenzionali “30000” (eventi sismici) e “18130” (Ponte Morandi), trattandosi di normativa speciale che prevede la concessione di un’indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale.

 

l termine decadenziale sarà visualizzabile in “Sistema Unico” nel campo “Data di scadenza dell’autorizzazione”.

 

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