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Il professionista in pensione non deve versare i contributi alla Cassa

Il regolamento di una Cassa professionale non può prevedere che l’esercizio della libera professione si presuma per tutti gli iscritti all’Albo prevedendo così il versamento del contributo minimo integrativo anche da parte dei pensionati (Cass. 31 ottobre 2019 n. 28109).

 

Il caso di specie riguarda un geometra in pensione che non ha tempestivamente comunicato la cessazione della propria attività professionale risultando ancora iscritto alla propria Cassa professionale che, di conseguenza, pretende il versamento del contributo minimo integrativo dovuto obbligatoriamente da tutti gli iscritti. Infatti, l'esercizio della libera professione si presume per tutti gli iscritti all'Albo, salvo prova contraria fornita dall'interessato (art. 22 L. 773/82).

 

La Corte di Cassazione pur riconoscendo l'autonomia gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile delle Casse professionali che consente loro di regolamentare le prestazioni a proprio carico (D.Lgs. 509/94), ricorda che tale autonomia non può spingersi fino a derogare i presupposti per l’iscrizione e il relativo onere probatorio.

 

 

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