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Garantito il bonus impatriati per il rientro in Italia con un nuovo ruolo aziendale

L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 76/E ha risposto all’interpello di una società riguardante la fruizione del bonus fiscale in caso di rientro in Italia di un lavoratore con un nuovo incarico.

In breve, l’Agenzia ha spiegato che: «Per quanto interessa il caso specifico esposto dalla Società interpellante, in cui il lavoratore dipendente è un cittadino italiano in possesso di un titolo di laurea, trasferitosi all’estero dal 2004 per distacco e rientrato nel settembre 2015 con l’attribuzione di un nuovo ruolo, si ritiene che ricorrano i presupposti di cui all’art.16, comma 2, del D.Lgs. n. 147/2015, non oggetto di controllo in questa sede, per cui egli possa essere ammesso a beneficiare dell’agevolazione in argomento dal 2016, anno di acquisizione della residenza fiscale nel territorio dello Stato, ai sensi dell’art. 2, del T.U.I.R.».

La posizione delle Entrate si giustifica come segue: la restrittività della Circolare n. 17/E/2017, finalizzata ad evitare un uso strumentale dell’agevolazione fiscale, non in linea con lo scopo della norma, non preclude, tuttavia, la possibilità di valutare specifiche ipotesi in cui il rientro in Italia non sia conseguenza della naturale scadenza del distacco ma sia determinato da altri elementi funzionali alla ratio della norma agevolativa. Nello specifico, l’Agenzia ha individuato due casi: il primo, in cui il distacco si sia più volte prorogato e, per la sua durata nel tempo, si sia determinato un affievolimento dei legami con il territorio italiano e un effettivo radicamento del dipendente nel territorio estero; il secondo, in cui il rientro in Italia del dipendente non si ponga in continuità con la precedente posizione lavorativa in Italia: dunque, il dipendente al suo rientro assume un ruolo aziendale differente rispetto a quello originario in ragione delle maggiori competenze ed esperienze professionali maturate all’estero.

 

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