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Fondo di solidarietà trasporto aereo: chiarimenti

Le prestazioni integrative del Fondo di solidarietà del trasporto aereo sono state previste dal DM 95269/2016.

 

L’INPS chiarisce quale sia la corretta applicazione delle istruzioni operative e le compatibilità delle prestazioni del Fondo (Circ. INPS 89/2019).

 

I lavoratori del settore Trasporto Aereo che vogliono accedere alle prestazioni integrative della misura della mobilità devono presentare la domanda entro il termine di 60 giorni dalla data di licenziamento. Il termine di decadenza non si applica anche alle prestazioni integrative della misura ASPI/NASPI.

 

La lavoratrice che entra in maternità durante il periodo di percezione dell’indennità di disoccupazione e della connessa prestazione integrativa del Fondo ha diritto all’indennità di maternità. In questo caso sia l’indennità di disoccupazione ASPI/NASPI che la relativa prestazione integrativa sono sospese, per riprendere al termine della maternità obbligatoria per il periodo residuo spettante.

 

In tutti i casi in cui un lavoratore venga rioccupato con un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, con una cumulabilità parziale del relativo reddito col trattamento ASpI/NASpI, la prestazione integrativa del Fondo continua ad essere erogata.

Nelle ipotesi di rioccupazione con contratto a tempo determinato o con contratto a tempo parziale, l’indennità di mobilità e la correlata prestazione integrativa del Fondo sono sospese con conseguente slittamento della data di fine prestazione che, comunque, non potrà essere superiore alla durata della prestazione principale inizialmente prevista.

 

In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di collaborazione coordinata e continuativa nei limiti di reddito consentiti (4.800 euro nell’anno solare per gli autonomi e 8.000 euro per le collaborazioni), la prestazione integrativa del Fondo continua ad essere erogata.

 

Il lavoratore beneficiario del trattamento di CIGS e della prestazione integrativa del Fondo, che intraprende un’attività di lavoro compatibile, avrà diritto ad una quota di CIGS pari alla differenza tra l’intero importo dell’integrazione salariale e il reddito percepito, nonché all’importo della prestazione integrativa del Fondo.

 

Se il lavoratore beneficiario della prestazione integrativa di durata si rioccupa con un rapporto di lavoro subordinato per un periodo inferiore, pari o superiore a 6 mesi o con un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e percepisce un reddito annuale inferiore al reddito minimo escluso da imposizione, continua a percepire la prestazione, cumulandola con il reddito da lavoro dipendente, ma ridotta dell’80% del reddito previsto.

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