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Distacco transnazionale non autentico: chiarimenti

L’INL fornisce chiarimenti (Nota INL 10 giugno 2019 n. 5398) in merito all’applicazione della sanzione prevista in caso di distacco transnazionale non autentico (art. 3 D.Lgs 136/2016).

 

Il distacco si realizza quando un datore di lavoro (c.d. distaccante), per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto (c.d. distaccatario) per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.

 

In caso di violazione delle norme che disciplinano l’ipotesi del distacco transnazionale - effettuato, da imprese operanti in un altro Stato (UE o extraUE) che distaccano in Italia uno o più lavoratori, in favore di un'altra impresa (anche dello stesso gruppo) o di un'altra unità produttiva o di un altro destinatario - è prevista una sanzione amministrativa di € 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione, con un minimo di € 5.000 e un massimo di € 50.000, applicabile sia al distaccante che al distaccatario (art. 3 D.Lgs 136/2016). Viene, infatti, punita sia la condotta dell’invio in distacco dei lavoratori dall’impresa distaccante, sia quella concernente l’utilizzo dei medesimi lavoratori da parte del distaccatario.

 

Tuttavia, la sanzione deve essere applicata al solo distaccante se la sede distaccataria è priva di un’autonoma rappresentanza legale e gestita esclusivamente da un preposto nominato dalla sede principale, non riscontrandosi un’alterità tra distaccante e distaccatario.

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