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Distacco in sostituzione di altri lavoratori, qual è la legislazione applicabile?

Con sentenza del 6 settembre 2018, relativa alla causa C-527/16, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è espressa in merito al regime di sicurezza sociale applicabile al lavoratore transnazionale distaccato in un altro Stato membro. In particolare, il caso verteva sulla legislazione applicabile a dei lavoratori distaccati in Austria in ragione di un accordo stipulato fra due società, con sede, rispettivamente, in Austria e in Ungheria.

 

La questione sottoposta alla Corte atteneva alla corretta interpretazione dell’art. 12, par. 1, Reg. (UE) n. 883/2004, in base al quale il lavoratore che presta attività di lavoro subordinato in uno Stato membro per conto di un datore di lavoro che vi esercita abitualmente le sue attività ed è da questo distaccato, per svolgervi un lavoro per suo conto, in un altro Stato membro, rimane soggetto alla legislazione del primo Stato membro a condizione, fra l’altro, che tale soggetto non sia stato inviato in sostituzione di un'altra persona distaccata.

 

Nel merito, la Corte ha affermato che «l’articolo 12, paragrafo 1, del Regolamento n. 883/2004 dev’essere interpretato nel senso che, nel caso in cui un lavoratore, che sia distaccato dal datore di lavoro per effettuare un lavoro in un altro Stato membro, sia sostituito da un altro lavoratore distaccato da un altro datore di lavoro, quest’ultimo lavoratore dev’essere considerato “inviato in sostituzione di un’altra persona” ai sensi di tale disposizione, cosicché non può beneficiare della norma particolare prevista in detta disposizione al fine di continuare ad essere assoggettato alla legislazione dello Stato membro in cui il suo datore di lavoro esercita abitualmente le sue attività. Il fatto che i datori di lavoro dei due lavoratori interessati abbiano la loro sede nello stesso Stato membro o il fatto che essi intrattengano eventuali legami sotto il profilo personale od organizzativo sono irrilevanti al riguardo».

 

Al lavoratore distaccato da un’impresa europea in un altro Stato membro trova dunque applicazione, da subito, la disciplina legale e contrattuale del Paese ospite, al fine di evitare, ex art. 12, par. 1, Reg. (UE) n. 883/2004, il susseguirsi di lavoratori distaccati ai soli fini sostitutivi.

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