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Determinazione credito d'imposta per R&S: le indicazioni dell'AdE

In caso di modifica dell’esercizio sociale, il bonus Ricerca e Sviluppo deve essere ragguagliato di conseguenza al fine di garantire la corretta applicazione dell’agevolazione ed evitare anche ingiustificate disparità di trattamento nei confronti delle altre imprese. È questa, in estrema sintesi, l’indicazione fornita dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 121/E.

 

A fronte delle richieste di chiarimenti pervenute in merito alla corretta determinazione del credito d’imposta R&S di cui all’art. 3, D.L. n. 145/2013, nell’ipotesi in cui il soggetto che intenda fruirne modifichi l’ambito temporale dell’esercizio sociale, rendendolo non più coincidente con l’anno solare, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito come determinare il primo periodo agevolato, la media di riferimento e l’ultimo periodo di imposta.

 

Il caso preso ad esempio dalle Entrate riguarda una società che nel corso del 2015 ha anticipato la chiusura dell’esercizio, dal 31 dicembre al 31 agosto, così determinando, nello stesso anno, due distinti periodi di imposta: 1° gennaio 2015 - 31 agosto 2015 e 1° settembre 2015 - 31 agosto 2016.  

 

Per quanto concerne la determinazione del primo periodo agevolato, l’Agenzia precisa che lo stesso risulta essere quello compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 31 agosto 2015. In caso di soluzioni interpretative difformi, ad esempio, chi ha considerato come primo periodo di imposta agevolato quello compreso fra il 1° settembre 2015 e il 31 agosto 2016, si potrà “recuperare” l’annualità presentando - ricorrendone i presupposti - una dichiarazione integrativa.

 

Sul fronte della media di riferimento, essa andrà determinata avendo riguardo ai periodi di imposta (all’epoca, coincidenti con l’anno solare) 1° gennaio – 31 dicembre 2012, 2013 e 2014. “Quindi”- si legge nella Risoluzione - ai fini del calcolo del credito di imposta spettante, nel caso ipotizzato i costi ammissibili sostenuti nel primo periodo agevolato (1° gennaio 2015 - 31 agosto 2015) vanno confrontati con la media dei costi agevolabili sostenuti nei periodi 2012, 2013 e 2014 che, per omogeneità con la durata del periodo rilevante ai fini del calcolo del beneficio, va ragguagliata a otto mesi”.

 

Per quanto concerne, infine, l’ultimo periodo di imposta di applicazione dell’agevolazione, non si può procedere all’applicazione letterale della norma perché comporterebbe la possibilità di accedere al beneficio per un periodo superiore a quello consentito: per sette periodi d’imposta (dal 1° gennaio 2015 al 31 agosto 2021, atteso che il periodo 1° settembre 2020 - 31 agosto 2021, in quanto “in corso” alla data del 31 dicembre 2020, rientrerebbe fra quelli agevolabili) anziché sei periodi di imposta (72 mesi).

 

“Qualora si intendesse accedere all’agevolazione relativamente al periodo 1° settembre 2020 - 31 agosto 2021 (i.e., periodo in corso al 31 dicembre 2020)” scrivono dall’Agenzia “il credito di imposta andrà determinato avendo riguardo agli investimenti effettuati nei primi quattro mesi (1° settembre 2020 - 31 dicembre 2020), senza che assumano rilievo quelli realizzati nel 2021. Anche in questo caso, nel rispetto del principio di omogeneità dei valori messi a confronto, occorrerà procedere al ragguaglio della media storica di riferimento”.  

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