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Decreto fiscale: in GU la Legge di conversione

Dopo l’ok definitivo della Camera alla conversione in legge del cosiddetto Decreto fiscale (D.L. 16 ottobre 2017, n. 148), è giunto il momento della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Legge 4 dicembre 2017, n. 172, nella Serie Generale n. 284 del 5 gennaio 2017).

 

Tra le principali novità del testo vi sono l’estensione della rottamazione delle cartelle esattoriali, la definizione del cosiddetto equo compenso e i ritocchi allo spesometro. In particolare, per la rottamazione, è stata modificata la tempistica per la definizione agevolata, estesa agli avvisi degli ultimi 17 anni, dal 2000 al 2017. Il termine entro il quale presentare l’istanza passa inoltre dal 31 dicembre 2017 al 15 maggio 2018. Cambia inoltre il termine per saldare il mancato o insufficiente pagamento delle prime due rate (oltre alla terza) della vecchia rottamazione: slitta di una settimana, passando dal 30 novembre al 7 dicembre.

 

In riferimento all’equo compenso, viene stabilito un riconoscimento economico proporzionato al lavoro svolto da tutti i professionisti; le imprese del settore bancario e la Pubblica Amministrazione sono tenute a riconoscere tale principio.  

 

In merito allo spesometro, il legislatore è intervenuto rimediando alle difficoltà dell’invio telematico dei dati delle fatture IVA emesse e ricevute nel primo semestre 2017. La trasmissione potrà avvenire annualmente o semestralmente, con un unico invio cumulativo per le fatture inferiori a 300 euro. Anche le sanzioni sono riviste, eliminando quelle per gli errori dell’invio dei dati del primo semestre 2016, purché però tali errori siano sanati con un nuovo invio entro febbraio 2018.

 

Il D.L. in esame presenta anche la decorrenza di disposizioni fiscali contenute nel Codice del Terzo settore e indicazioni sul Cinque per mille, per poi concentrarsi su ulteriori misure per esigenze indifferibili come il monitoraggio delle misure a salvaguardia delle pensioni, il regime fiscale per i rimpatriati e il Fondo garanzia PMI.

 

Per quanto riguarda la partecipazione dei professionisti a confidi, il Decreto ne estende l'accesso anche a quelli non organizzati in ordini e collegi.

 

In materia di assicurazione professionale obbligatoria, è previsto che l’avvocato, l’associazione o la società di professionisti hanno l’obbligo di stipulare la polizza per la copertura degli infortuni solo per i propri collaboratori, dipendenti e praticanti in conseguenza dell’attività svolta nell’esercizio della professione anche fuori dallo studio legale

 

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