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Dal CdM il Decreto che tutela il lavoro nelle imprese sequestrate

Il Consiglio dei Ministri n. 84 del 16 maggio 2018 ha emanato un Decreto, in attuazione della Riforma antimafia (art. 34, L. 17 ottobre 2017, n. 161), che introduce disposizioni per la <<tutela del lavoro nelle imprese sequestrate e confiscate, sottoposte ad amministrazione giudiziaria, favorendo l’emersione del lavoro irregolare, nonché il contrasto dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro e consentendo, ove necessario, l’accesso all’integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali>>.

 

Lo scopo delle nuove disposizioni è quello di «sostenere la continuazione o la ripresa dell’attività delle imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria, con l’obiettivo di contrastare la presenza delle organizzazioni criminali nel tessuto economico e di offrire un’opportunità concreta di lavoro».

 

 

In particolare vengono disposte una serie di misure a favore dei lavoratori, tra cui:

  • uno specifico trattamento di sostegno al reddito dei lavoratori che non possono fruire degli ammortizzatori sociali ordinari, pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, per la durata massima di 12 mesi nel triennio;
  • un’indennità mensile per i lavoratori che non possono fruire della Naspi, per la durata di quattro mesi e pari alla metà dell’importo massimo mensile della indennità di disoccupazione;
  • l’estensione delle agevolazioni previste dalla L. n. 208/2015.

 

 

Inoltre, vengono introdotte specifiche regole per le imprese sequestrate in materia di Documento unico di regolarità contributiva (DURC) e di opponibilità dei provvedimenti sanzionatori in materia di lavoro e di legislazione sociale.

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