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Concorso irregolare: nullità del contratto di lavoro pubblico

Il legittimo annullamento in autotutela del concorso consente alla Pubblica Amministrazione di considerare nullo il contratto di lavoro conseguente e di non dare esecuzione al rapporto di lavoro (Cass. 20 agosto 2019 n. 21528).

 

I giudici della Cassazione hanno respinto il gravame di un contribuente che ricorreva contro un Comune per far accertare l’illegittimità della sua retrocessione alla posizione di provenienza in ragione dell’annullamento in autotutela del concorso da lui svolto.

 

La Corte d'Appello riteneva che la revoca in autotutela del provvedimento del concorso fosse in sé legittima, poiché la procedura era stata riservata esclusivamente al personale interno e l’impoverimento professionale non era comprovato dai fatti, poiché il contribuente aveva continuato a svolgere altri incarichi a termine.

 

La Corte di Cassazione si è allineata alla decisione di merito, osservando come nell’impiego pubblico contrattualizzato, poiché la stipula del contratto di lavoro può avvenire solo a seguito del corretto espletamento delle procedure concorsuali, la mancanza o l’illegittimità delle procedure normative si traduce in un vizio genetico del contratto, affetto pertanto da nullità.

La Pubblica Amministrazione, in quanto tenuta a conformare il proprio comportamento al rispetto delle norme inderogabili di legge, può quindi far valere il vizio di nullità unilateralmente, poiché anche nei rapporti di diritto privato il contraente può rifiutare l’esecuzione del contratto nei casi in cui il vizio renda il negozio assolutamente improduttivo di effetti giuridici. 

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