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Co.co.co. e disciplina del lavoro subordinato: precisazioni

Il Tribunale di Roma si pronuncia sull’applicazione della disciplina del rapporto di lavoro subordinato alle Co.co.co. “etero-organizzate” in presenza di un accordo collettivo (Trib. Roma 6 maggio 2019).

 

Quando le collaborazioni coordinate e continuative si concretano in prestazioni di lavoro che presentano contestualmente le seguenti caratteristiche:
- sono esclusivamente personali (nel senso che la prestazione è svolta personalmente dal titolare del rapporto di lavoro, senza l'ausilio di altri soggetti);
- sono continuative (che cioè si ripetono in un determinato arco temporale al fine di conseguire una reale utilità);
- si svolgono secondo modalità di esecuzione organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro (c.d. “etero-organizzazione”);
ai collaboratori si deve applicare la disciplina del rapporto di lavoro subordinato (art. 2, c. 1, D.Lgs. 81/2015).

 

Tuttavia, tale disciplina non si applica se esistono accordi collettivi nazionali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale che già prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo dei collaboratori, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del settore (art. 2, c. 2, lett. a, D.Lgs. 81/2015).

 

Nel caso di specie la società committente applicava alle co.co.co. (operatori di call center) il trattamento economico e normativo previsto da uno specifico Accordo collettivo nazionale, pertanto, in presenza di tale accordo, non è necessario applicare le tutele del lavoro subordinato.

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