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Cariche e assetti proprietari dell’impresa sociale

La disciplina dell’impresa sociale è stata modificata dal D.lgs. n. 112/2017.

 

Tra le materie revisionate dal decreto ci sono la struttura proprietaria e la disciplina delle cariche sociali, oggetto di un riscontro richiesto al MinLav.

In particolare viene chiesto:

  • se un’associazione possa qualificarsi come impresa sociale, qualora sia composta per la maggioranza da soci con scopo di lucro;

  • se un socio con scopo di lucro possa ricoprire la carica di Presidente dell’impresa sociale;

  • se da statuto i poteri del Presidente possono essere assunti anche da un vicepresidente, in sua assenza.

 

Il MinLav richiama la ratio della normativa dell’impresa sociale, evidenziando come l’intento del legislatore, con il D.lgs. n. 112/2017, fosse quello di delineare una qualificazione giuridica applicabile a tutte quelle forme giuridiche tipizzate che producono utilità sociale.

 

Il requisito essenziale per la qualificazione di impresa sociale è l’assenza dello scopo di lucro (art. 1, D.lgs. n. 112/2017), facendo riferimento al lucro soggettivo, cioè l’arricchimento personale ed egoistico dei soggetti che partecipano all’attività dell’impresa.

 

Viene pertanto vietato agli enti con scopo di lucro di esercitare “attività di direzione e coordinamento o detenere, in qualsiasi forma, anche analoga, congiunta o indiretta, il controllo di un'impresa sociale ai sensi dell'art. 2359 c.c.” (art. 4, D.lgs. n. 112/2017).

La previsione normativa è volutamente ampia, ai fini di evitare la possibilità che l’impresa sociale sia controllata da soggetti con natura e finalità incompatibili con quelle sue proprie.

 

Le cariche sociali diverse da quella di Presidente dell’impresa possono essere ricoperte anche da soggetti nominati da enti con scopo di lucro, purché questo non comporti lo sviamento dell’impresa sociale dalle finalità di legge (art. 7, D.lgs. n. 112/2017).

 

Le stesse limitazioni valgono per la carica di vicepresidente, che può assumere i poteri del Presidente in caso di sua assenza, se lo prevede lo statuto.

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