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Aspetti fiscali del car pooling aziendale

07 Novembre 2019 |

Risp. AE 31 ottobre 2019 n. 461

Retribuzione

L’Agenzia delle Entrate (AE) ha fornito alcuni chiarimenti in materia di servizi di car pooling resi dall’azienda per i propri dipendenti.

Con "car pooling" si fa riferimento ad un sistema di trasporto non professionale basato sull’uso condiviso di veicoli privati tra più persone che devono percorrere uno stesso itinerario, o comunque parte di esso, senza la previsione di un corrispettivo.

 

Nel caso di specie, il datore di lavoro, attraverso un apposito contratto con una società esterna ed al fine di ridurre i costi sociali e quelli individuali di trasporto, ha messo a disposizione dei propri dipendenti un servizio di car pooling tramite una piattaforma informatica il cui utilizzo è lasciato alla volontà dei lavoratori.

 

L'AE ha chiarito che:

  • le utilità in natura fornite dai servizi di car pooling aziendale ai dipendenti della società non costituiscono reddito imponibile in capo ai lavoratori, infatti la legge stabilisce l’irrilevanza reddituale dell'“utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell’articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell’articolo 100” (art. 51, c. 2 lett. f, DPR 917/86);
  • costi sostenuti dall’azienda sono deducibili per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi della società committente, dato che il servizio di car pooling è volontario ed è messo a disposizione per la generalità dei dipendenti;
  • le somme percepite dai driver a titolo di parziale rimborso spese di viaggio, addebitate ai fruitori del servizio tramite la piattaforma informatica, non costituiscono reddito di lavoro dipendente, trattandosi di accordi tra privati ossia tra dipendenti della medesima azienda committente;
  • il trasferimento delle somme in questione non è da assoggettare ad IVA, trattandosi di una mera movimentazione di denaro (art. 2, lett. a, DPR 633/72);
  • gli obblighi di fatturazione relativi ai corrispettivi (fees), che la società che gestisce il servizio trattiene dai rimborsi spese per l’utilizzo della piattaforma, sono rilevanti ai fini IVA, essendo corrispettivi pagati a fronte dello svolgimento di una prestazione di servizi (art. 3 DPR 633/72);
  • premi/incentivi aziendali erogati ai lavoratori in forma di buoni carburante costituiscono reddito di lavoro dipendente per i percettori, salvo che non superino € 258,23 per periodo d’imposta;
  • i costi relativi ai suddetti premi sono deducibili per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi della società committente, essendo costi strettamente correlati all’utilizzo del servizio di car pooling e disciplinati da un apposito contratto su base volontaria messo a disposizione dalla società committente per la generalità dei dipendenti.
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