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Apprendistato professionalizzante e mobilità: l'INPS fa chiarezza

L'INPS, con il Messaggio n. 2243/2017 del 31 maggio scorso, ha dettato le indicazioni finalizzate all’adozione dei necessari profili di omogeneità nell’applicazione del regime contributivo proprio dell’istituto dell’apprendistato professionalizzante.
L'Istituto, ricordando come l’odierna disciplina si ponga in diretta e necessaria continuità con il preesistente e abrogato D.Lgs. n. 167/2011, evidenzia come sia possibile, in virtù del D.Lgs. n. 81/2015, art. 47, co. 4, assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, o di un trattamento di disoccupazione.

 

Rinviando alle disposizioni dell’abrogato D.Lgs. n. 167/2011 per una trattazione più completa ed esaustiva dell’istituto, in questa sede l'INPS ha analizzato le uniche due novità introdotte dal D.Lgs. n. 81/2015, art. 47, co. 4 in materia di soggetti beneficiari dell’indennità di mobilità:

  • l’utilizzo della sola tipologia dell’apprendistato professionalizzato, escludendo, quindi, tutte le altre;
  • la legificazione della deroga, per le assunzioni in parola, per i limiti di età, previsti in via ordinaria dalle norme dell’apprendistato.

 

Per quanto attiene al regime contributivo da applicare ai lavoratori descritti dall’art. 47 rileva la Circolare n. 128/2012, paragrafo 4. Si prevede, dunque:

  • una riduzione dell’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro, pari al 10% della retribuzione imponibile per il periodo di apprendistato;
  • la non applicabilità della contribuzione di finanziamento NASpI;
  • che per le assunzioni in contratto di apprendistato di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, senza limiti di età, non si applicano le agevolazioni ex L. n. 183/2011, art. 22, co. 1 volte alla promozione dell’occupazione giovanile presso datori di lavoro con un numero di addetti non superiore a nove unità;
  • che ex art. 21 L. n. 41/1986 trovi applicazione l’aliquota contributiva a carico dell’apprendista nella misura pari alla contribuzione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti con una riduzione di tre punti;
  • che in forza della limitazione contenuta nell’art. 47, si verifichi un’esclusione della conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di formazione;
  • che trattandosi di assunzione a tempo indeterminato, quindi applicandosi l’art. 8, co. 4, L. n. 223/1991, sia previsto un incentivo economico a favore del datore di lavoro pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore per il residuo periodo di fruizione.

In sintesi, nel periodo di durata del regime agevolato, quindi per i primi 18 mesi, l’aliquota complessiva da versare dal datore di lavoro che assuma in apprendistato professionalizzante percettori di indennità di mobilità è pari al 15,84%, così divisa: 10% a carico del datore di lavoro, 5,84% a carico dell’apprendista.

 

Inoltre, per quanto attiene all’evoluzione della normativa in materia di trattamento di disoccupazione involontaria, rileva come le deroghe alla disciplina dell’apprendistato professionalizzante si condensino attorno a tre eccezioni, riguardanti:

  • i limiti d’età;
  • le disposizioni in materia di licenziamenti individuali;
  • l’estensione dei benefici contributivi a carico del datore di lavoro per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine dell’apprendistato.

I lavoratori a cui la disciplina è rivolta risultano essere solamente quelli beneficiari di una della seguenti tipologie di trattamento di disoccupazione:

  • NASpI;
  • ASPi e MiniASPi;
  • DIS – COLL.

Infine, il Messaggio in commento ribadisce le disposizioni per la compilazione dei flussi Uniemens e fornisce le istruzioni operative per la comunicazione di assunzioni in apprendistato professionalizzante ai sensi dell'art. 47.

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