Focus

Studi professionali: il punto sulle novità del CCNL

Sommario

Introduzione | I nuovi minimi retributivi | Assistenza sanitaria estesa ai collaboratori di studio | Deroga ai limiti numerici dei contratti a termine | Riduzione orario di lavoro e lavoro supplementare | Contratto di reinserimento | Il congedo parentale a ore | In conclusione |

Introduzione

In data 17 aprile 2015 Confprofessioni con Filcams- Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno stipulato l'Ipotesi di rinnovo del CCNL per i dipendenti degli Studi Professionali e delle strutture che svolgono attività professionali.

Il rinnovo arriva alla luce della terminata vigenza del precedente accordo, fissato per il 31 marzo, a tal fine le parti sociali hanno concordato che il rinnovo decorrerà dal 1° aprile 2015 e scadrà il 31 marzo 2018, il contratto potrà essere disdetto da una delle parti contraenti almeno 6 mesi prima della scadenza, in caso contrario si riterrà rinnovato tacitamente di anno in anno.

Il contratto collettivo degli Studi Professionali è da sempre stato un contratto che ha cercato di sfruttare tutte le possibilità offerte dalla contrattazione, ricercando possibilità che altri contratti hanno omesso o non contemplato.

Proprio alla luce di questo principio il nuovo accordo risulta molto interessante per alcuni aspetti, di seguito illustrati.

Al fine di affrontare al meglio le trattative di rinnovo, le parti sociali hanno introdotto una clausola di tregua prevedendo che, nel periodo delle trattative di rinnovo e per un massimo di mesi sette dalla data di presentazione della piattaforma, le parti contraenti non possono assumere iniziative unilaterali né procedere ad azioni dirette.

I nuovi minimi retributivi

Prima di passare all’analisi delle novità più interessanti si segnala l’incremento dei minimi retributivi come da tabella seguente:

 

Livelli

Aprile 2015

Gennaio 2016

Settembre 2016

Marzo 2017

Settembre 2017

Aumento

RTB minima

Aumento

RTB minima

Aumento

RTB minima

Aumento

RTB minima

Aumento

RTB minima

Q

21,17

2.034,50

21,17

2.055,68

21,17

2.076,85

28,23

2.105,08

28,23

2.133,31

1

18,74

1.800,41

18,74

1.819,14

18,74

1.837,88

24,98

1.862,86

24,98

1.887,84

2

16,32

1.568,21

16,32

1.584,53

16,32

1.600,85

21,76

1.622,61

21,76

1.644,37

3S

15,14

1.454,59

15,14

1.469,73

15,14

1.484,86

20,18

1.505,05

20,18

1.525,23

3

15,00

1.441,37

15,00

1.456,37

15,00

1.471,37

20,00

1.491,37

20,00

1.511,37

4S

14,55

1.397,74

14,55

1.412,28

14,55

1.426,83

19,39

1.446,22

19,39

1.465,62

4

14,02

1.347,55

14,02

1.361,69

14,02

1.375,71

18,70

1.394,41

18,70

1.413,11

5

13,05

1.254,21

13,05

1.267,26

13,05

1.280,32

17,40

1.297,72

17,40

1.315,12

Come si può vedere si tratta di una variazione retributiva che per un 3 livello porterà a giungere a settembre 2017 ad un incremento di € 70,00

Assistenza sanitaria estesa ai collaboratori di studio

Le Parti hanno stabilito nuovi importi per la contribuzione dovuta per i servizi della bilateralità (Ente Bilaterale Nazionale e CA.DI.PROF).

Il contributo complessivo è stato portato a Euro 22,00 (precedentemente 19 Euro) per 12 mensilità, di cui sempre Euro 2,00 a carico del lavoratore e sempre da versare mediante mod. F24 sezione INPS, con la causale ASSP.

Il contributo è così suddiviso:

- Euro 15,00, a CA.DI.PROF;

- Euro 7,00 (Euro 5,00 a carico dello studio ed Euro 2,00 a carico lavoratore) a Ebipro.

Si precisa che una parte del contributo dovuto ad Ebipro, pari a Euro 4,00, è destinato alle finalità dell'Ente, mentre i restanti Euro 3,00 sono destinati a finanziare l'assistenza integrativa per i liberi professionisti, per la quale verrà costituita presso l'Ente una gestione autonoma.

Ed è proprio in questa nuova gestione una delle novità più interessanti di questo rinnovo; riconoscendo la funzione di welfare sviluppato sia dalla CA.DI.PROF che dall’E.BI.PRO, le parti sociali hanno, viste anche le particolarità del settore degli studi professionali, voluto prevedere la possibile estensione delle prestazioni ai collaboratori di studio, siano essi inquadrati come Collaboratori Coordinati o anche come liberi professionisti.

Tralasciando l’aspetto di difformità nell’utilizzo di un mezzo di welfare per la gestione di un fornitore, occorrerà valutare la convenienza, soprattutto quando l’assistito “professionista” si possa rifare a casse di previdenza che abbiano gestito un’assistenza sanitaria integrativa.

Per quanto concerne il lavoratore subordinato, il datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate alla bilateralità è tenuto a corrispondere allo stesso un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari a 32 Euro (precedentemente 23 Euro) che rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto.

L'importo non è riproporzionabile in caso di contratto di lavoro a tempo parziale.

Deroga ai limiti numerici dei contratti a termine

Riguardo alla disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato occorre ricordare quanto indicato nell’art. 1, co. 1, del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, come modificato dal D.L. 20 marzo 2014, n. 34, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 16 maggio 2014, n. 78.

L’articolo richiamato afferma che è consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 36 mesi, comprensiva di eventuali proroghe, concluso fra un datore di lavoro e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, dando come unico limite che il numero complessivo di contratti a tempo determinato stipulati da ciascun datore di lavoro ai sensi del presente articolo, non può eccedere il limite del 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione; per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato.

La normativa ha però derogato ai contratti collettivi l’applicazione di una diversa disciplina, il nuovo contratto collettivo relativo agli studi professionali, recependo questo invito, ha cosi individuato i limiti all’applicazione dei contratti a termine:

 

LIMITI NUMERICI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

Dimensioni aziendali

Numero massimo di contratti a tempo determinato

Fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato

3 lavoratori a termine

Da 6 a 15 dipendenti a tempo indeterminato

50% (arrotondato al numero intero superiore) dei lavoratori a tempo indeterminato

Oltre i 15 dipendenti a tempo indeterminato

30% (arrotondato al numero intero superiore) dei lavoratori a tempo indeterminato

Nella tabella seguente si propone un confronto tra i limiti normativi e quelli dati dal nuovo contratto collettivo per gli studi professionali.

 

Numero dipendenti

Indeterminati

Limite Normativo

Lavoratori tempo determinato

Limite CCNL Studi Professionali

Lavoratori tempo determinato

1

1

3

5

1

3

7

1

4

16

3

5

30

6

9

L’accordo ha inoltre previsto che il numero dei lavoratori a tempo indeterminato da utilizzare come base di calcolo per stabilire il limite di ricorso al lavoro a termine è quello esistente al momento dell'assunzione dei lavoratori a termine.

Detti limiti non si applicano alle seguenti ipotesi:

a) nella fase di avvio di nuove attività per i primi 18 mesi elevabili a 24 mesi dalla contrattazione territoriale;

b) per ragioni di carattere sostitutivo;

c) con lavoratori di età superiore a 55 anni.

Come si può vedere dalla tabella di confronto il nuovo limite contrattuale ha di molto agevolato l’applicazione, anche nelle piccole realtà, di contratti a termine, ampliando di molto il limite numerico.

 

 

Riduzione orario di lavoro e lavoro supplementare

Il rinnovo del contratto collettivo ha previsto, per i lavoratori assunti a partire dalla data di sottoscrizione, una diversa maturazione dei permessi riduzione orario di lavoro (ROL) che prevedono una differenziazione in base all’anzianità aziendale ed alla tipologia di orario applicato.

Di seguito si fornisce una tabella esplicativa della nuova modalità di maturazione delle ore di ROL

 

Distribuzione dell'orario

Anzianità aziendale

Maturazione Ore di ROL annue

Orario settimanale su 5 giorni

Fino a 12 mesi

Nessuna maturazione

Da 12 ai 24 mesi

20 ore

Da 24 a 36 mesi

30 ore

Dopo i 36 mesi

40 ore

Orario settimanale su 6 giorni

Fino a 6 mesi

Nessuna maturazione

Da 6 ai 12 mesi

33 ore

Da 12 ai 18 mesi

49,5 ore

Dopo i 18 mesi

66 ore

È stato inoltre modificata l’applicazione del lavoro supplementare per i lavoratori assunti con contratto a tempo parziale.

Le previgenti disposizioni collettive prevedevano che il ricorso a prestazioni di lavoro supplementare fosse correlato a esigenze organizzative relative ad eventuale intensificazione dell’attività lavorativa e a particolari difficoltà organizzative derivanti da concomitanti assenze per malattia o infortunio di altri dipendenti.

Con il nuovo accordo collettivo, a partire dal 1° aprile 2015 è possibile il ricorso al lavoro supplementare senza la necessità delle specifiche esigenze tecniche organizzative, rimane però necessario l’accordo con il dipendente per l’effettuazione delle stesse.

Contratto di reinserimento

Il nuovo CCNL Studi Professionali, rispolvera una tipologia di contratto normativamente abrogata.

Dobbiamo ricordare che i contratti di inserimento o reinserimento non sono una novità, erano stati introdotti nella normativa Italiana con il Decreto legislativo 276/2003, abrogati poi dall’articolo 1, comma 15 della Legge 92/2012.

Bisogna però anche sottolineare come gli stessi fossero di fatto stati preclusi agli Studi Professionali, in quanto non imprese, con l’apertura al beneficio (Inps, Circolare 10/2008) solo agli studi organizzati in forma di impresa.

Il nuovo accordo collettivo ha previsto in via sperimentale per la vigenza del contratto, l’introduzione di una nuova tipologia contrattuale, che non prevede in questo caso vantaggi , ma che ha finalità di reimpiego dei soggetti svantaggiati.

I beneficiari di tale nuova fattispecie di assunzione a tempo indeterminato sono:

- i lavoratori ultracinquantenni;

- i disoccupati di lunga durata ovvero, coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un'attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuova occupazione da più di dodici mesi;

- inoccupati di lunga durata ovvero, coloro che, senza aver precedentemente svolto un'attività lavorativa, siano alla ricerca di un'occupazione da più di dodici mesi.

Si precisa che lo stato di disoccupato/inoccupato deve essere idoneamente certificato, sono naturalmente esclusi i soggetti che rientrano nel campo d’applicazione dell'apprendistato.

Il vantaggio economico nell’utilizzo della fattispecie si concretizza nella possibilità di corrispondere ai lavoratori assunti a tempo indeterminato con contratto di reimpiego, un salario di ingresso pari alla retribuzione fino a due livelli immediatamente inferiori per i primi 18 mesi dalla data di assunzione e di un livello per i successivi 12 mesi rispetto a quello di inquadramento. Tale tipologia contrattuale, per espressa previsione del contratto collettivo, non è applicabile ai lavoratori inquadrati nel V livello.

Occorre sottolineare che trattandosi di assunzioni a tempo indeteminato, il sottoinquadramento retributivo si potrà andare a sommare all’esonero triennale previsto dalla legge 190/2014, e viste le caratteristiche del personale, potrà anche sommarsi agli incentivi economici previsti dal progetto Garanzia Giovani.

L’intento è quello di creare un incentivo per gli studi che invogli a formare personale difficilmente occupabile, e la concomitanza di questa forma contrattuale agli incentivi volti all’agevolazione del contratto potrebbe essere un buon incoraggiamento.

Le parti sociali, inoltre, hanno previsto che, al fine di promuovere l'accrescimento della competenze del lavoratore assunto con contratto di lavoro di reimpiego, attraverso Fondo professioni e la bilateralità, potranno essere previsti specifici percorsi formativi.

Il congedo parentale a ore

Sulla scia delle disposizioni normative che hanno introdotto la possibilità di richiedere il congedo parentale ad ore, il nuovo CCNL Studi Professionali recependo anche in questo caso la delega alla contrattazione collettiva ha dato indicazioni circa le modalità di fruizione del congedo parentale in modalità oraria.

I lavoratori a tempo pieno o part time che intendano avvalersi del congedo parentale ad ore devono effettuare comunicazione al datore di lavoro con almeno 15 giorni di preavviso, indicando:

- il numero di mesi di congedo di cui intende usufruire;

- l'arco temporale entro il quale le ore di congedo saranno fruite (inizio e fine);

- la programmazione mensile delle ore di congedo che deve essere concordata con il datore di lavoro compatibilmente con le esigenze organizzative.

Le parti sociali sono inoltre intervenute per dare indicazioni circa i limiti per la fruizione di detto congedo, in particolare specificando che:

- non sono comunque ammissibili richieste che prevedano l'effettuazione di prestazioni lavorative inferiori a 4 ore giornaliere;

- il calcolo dell'indennità economica prevista dalla legge e da erogare per ogni ora di congedo viene effettuato prendendo come base di computo il divisore mensile 170;

- la possibilità di convertire uno o più mesi di congedo parentale a ore è ammessa anche a più riprese, fino ad esaurimento del periodo massimo riconosciuto dalla legge;

- il congedo a ore è cumulabile anche nell'ambito della stesa giornata con altri riposi e permessi previsti dalla legge o dal CCNL;

- sono fatti salvi gli obblighi di legge a carico del lavoratore con riferimento all'apposita istanza di congedo parentale che lo stesso deve presentare all'INPS.

Le indicazioni delle parti sociali rivestono una grande importanza in questo caso, poiché vanno a coniugare la legittima flessibilità per il connubio dei tempi famiglia/lavoro con le esigenze aziendali.

In conclusione

Come descritto in premessa, il nuovo accordo del CCNL degli Studi Professionali ha alcune caratteristiche innovative, come già successo per precedenti rinnovi, le parti sociali hanno voluto affrontare le materie demandate alla contrattazione collettiva.

Di sicuro interesse sono il congedo parentale a ore, sul quale continuano ad esservi perplessità circa la reale possibilità di fruizione.

Tale fattispecie garantirebbe alla lavoratrice, o al lavoratore, la possibilità di ridurre la perdita reddituale dovuta al congedo, mantenendo comunque il dipendente in forza e mantenendone la professionalità.

Diversamente “rivoluzionaria” è anche l’introduzione del contratto di reinserimento, destinato appunto ad un nuovo inserimento lavorativo del cosiddetto personale debole, che può essere utilizzato a prescindere dalla concessione di agevolazioni contributive.

In ultimo per completezza occorre sottolineare la modifica delle percentuali di mantenimento in servizio per il personale assunto con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere.

Il datore di lavoro deve aver mantenuto in servizio:

- almeno il 20%, per le strutture sotto i 50 dipendenti;
- almeno il 50% per quelle sopra i 50 dipendenti;

dei lavoratori il cui contratto di apprendistato sia venuto a scadere nei 18 mesi precedenti.

Rimane ora da vedere il Contratto Collettivo alla prova dei fatti, per vedere se gli accorgimenti inseriti riusciranno a produrre i risultati attesi e potranno essere base per le nuove stipule anche di altri settori.

 

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