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Rapporto “uomo-donna” 2016-2017: scadenza prorogata al 30 giugno 2018

21 Giugno 2018 | Pari opportunità

Sommario

Introduzione | Nuovo termine di presentazione | Campo di applicazione | Modalità di accesso | Modalità di redazione | Sistema sanzionatorio | Conclusioni |

Introduzione

Ai sensi dell’art. 46, D.Lgs. n. 198/2006 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”, che recepisce quanto disposto dall’art. 9, L. n. 125/1991Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro”, le aziende pubbliche e private che occupano oltre 100 dipendenti sono tenute a redigere un rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile.

 

Si ricorda che il rapporto deve essere compilato ogni due anni e contiene informazioni relative al personale impiegato riguardanti lo stato delle assunzioni, la formazione, la promozione professionale, i livelli, i passaggi di categoria o di qualifica, altri fenomeni di mobilità, l’intervento della Cassa integrazione guadagni, i licenziamenti, i prepensionamenti, pensionamenti e la retribuzione effettivamente corrisposta.

Tutti i dati per ogni informazione evidenziano la quota relativa al personale femminile. Il rapporto deve essere trasmesso alle rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) e alla consigliera o al consigliere regionale di parità, che elaborano i relativi risultati trasmettendoli alla consigliera o al consigliere nazionale di parità, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Art. 46D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198

“Rapporto sulla situazione del personale”

 1. “Le aziende pubbliche e private che occupano oltre cento dipendenti sono tenute a redigere un rapporto almeno ogni due anni sulla situazione del personale maschile e femminile in ognuna delle professioni ed in relazione allo stato di assunzioni, della formazione, della promozione professionale, dei livelli, dei passaggi di categoria o di qualifica, di altri fenomeni di mobilità, dell'intervento della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti, dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta”.

 

2 “Il rapporto di cui al comma 1 è trasmesso alle rappresentanze sindacali aziendali e alla consigliera e al consigliere regionale di parità”.

 

3 “Il rapporto è redatto in conformità alle indicazioni definite nell'ambito delle specificazioni di cui al comma 1 dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio Decreto”.

 

4 “Qualora, nei termini prescritti, le aziende di cui al comma 1 non trasmettano il rapporto, la Direzione regionale del lavoro, previa segnalazione dei soggetti di cui al comma 2, invita le aziende stesse a provvedere entro sessanta giorni. In caso di inottemperanza si applicano le sanzioni di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1955, n. 520. Nei casi più gravi può essere disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall'azienda”.

 

Nuovo termine di presentazione

Al fine di semplificare la compilazione e la trasmissione del rapporto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha messo a disposizione delle aziende un nuovo applicativo online che consentirà anche di elaborare con maggiore efficacia i dati inseriti, facilitandone la lettura e l’analisi. Al termine della compilazione e dell'invio telematico sarà possibile scaricare la copia e la ricevuta del rapporto in formato pdf. I documenti dovranno essere trasmessi dal datore di lavoro alla Rsa (ad esempio mediante email o PEC).

 

In considerazione dell'implementazione del sistema informatico, per il biennio 2016-2017, la scadenza per l'invio è stata posticipata dal 30 aprile al 30 giugno 2018, come stabilito dal Decreto 3 maggio 2018. Per i bienni successivi, il termine di trasmissione è confermato al 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ciascun biennio.

Per l'invio sarà necessario collegarsi al portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (https://servizi.lavoro.gov.it/equalmonitor), accedendo tramite SPID, oppure, con le credenziali di Cliclavoro, dove sarà anche possibile consultare la guida alla compilazione del rapporto.

Nelle regioni dove sono già previste apposite procedure telematiche per effettuare l'adempimento, restano valide, per il biennio 2016-2017, anche le modalità e le scadenze in essere e i dati raccolti saranno successivamente recuperati per consentire il monitoraggio completo a livello nazionale.

 

Il Decreto 3 maggio 2018, che abroga e sostituisce il D.M. 17 luglio 1996, aggiorna:

  • le indicazioni per la redazione del prospetto, alla luce delle modifiche normative da ultimo introdotte dal D.Lgs n. 81/2015, recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’art. 1, comma 7, L. 10 dicembre 2014, n. 183.”;
  • nonché le modalità di presentazione del rapporto in considerazione dell’implementazione del sistema informatico.

 

 

 

 

Campo di applicazione

Come anticipato pocanzi, a norma dell’art. 46, D.Lgs. n. 198/2006 la redazione del rapporto sulla situazione occupazionale uomo-donna interessa:

  • tutti i datori di lavoro, pubblici e privati;
  • che hanno alle proprie dipendenze più di 100 lavoratori.

 

Al contrario, non sono tenuti alla redazione del rapporto:

  • gli enti pubblici non economici;
  • gli enti locali;
  • le istituzioni scolastiche;
  • le associazioni.

 

Tuttavia, questi ultimi possono comunque disporre spontaneamente il rapporto.

 

Per il raggiungimento della soglia dei 100 dipendenti vengono considerati:

  • tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato presente in azienda alla fine di ciascun anno, vale a dire il 31 dicembre 2016 e 31 dicembre 2017. Esso va redatto anche se si supera la soglia per un solo anno;
  • tutta la forza lavoro, a qualunque titolo occupata, indipendentemente dal numero di ore lavorate;
  • anche i lavoratori in cassa integrazione, in mobilità e le lavoratrici in maternità.

 

Il rapporto, inoltre, è redatto sia in relazione al complesso delle unità produttive e delle dipendenze, che in riferimento a ciascuna unità produttiva con più di cento dipendenti.

 

Al contrario, non vengono conteggiati i lavoratori subordinati a domicilio, mentre il numero dei lavoratori a part-time va calcolato in base al numero di persone che sono dipendenti a tempo parziale, e non in base alle unità di lavoro.

 

 

Ma cosa accade se nel biennio 2016-2017 si è verificata una fusione o fallimento?

 

In caso di fusione con un’altra azienda, il rapporto va redatto esclusivamente dal nuovo complesso societario che ne deriva, pertanto l’azienda assorbita non è tenuta all’adempimento in questione. Anche in caso di fallimento dell’azienda il report non va redatto, purché essa cessi di esistere entro il 31 dicembre del secondo anno del biennio di riferimento.

 

Campo di applicazione

Soggetti inclusi

Soggetti esclusi

  • Tutti i datori di lavoro, pubblici e privati che hanno alle proprie dipendenze più di 100 lavoratori.

 

  • Enti pubblici non economici;
  • Enti locali;
  • istituzioni scolastiche;
  • associazioni.

 

 

 

Modalità di accesso

Come accennato in premessa, d’ora in poi il rapporto deve essere redatto in modalità esclusivamente telematica, attraverso la compilazione online di appositi campi riprodotti nel modulo allegato al Decreto 3 maggio 2018 (il modulo è numerato in sezioni che vanno da 1 a 3).

Dopo aver compilato i predetti campi, il servizio informatico del Ministero del lavoro, qualora non rilevi errori o incongruenze, rilascia una ricevuta (file PDF) attestante la corretta redazione del rapporto ed il salvataggio a sistema dello stesso. La ricevuta riporta tutti i dati dell’azienda e i dati di invio (data e ora di invio, nome e cognome della persona che ha finalizzato il rapporto, codice univoco della comunicazione).

 

Ma facciamo un passo indietro e vediamo nel dettaglio come accedere alla procedura telematica e come compilare i campi richiesti.

 

Innanzitutto, bisogna accedere al seguente indirizzo (https://servizi.lavoro.gov.it/equalmonitor) reperibile dal portale del Ministero del Lavoro. L’accesso all’applicativo è garantito tramite le credenziali Cliclavoro e/o SPID.

 

Una volta effettuato l’accesso apparirà la seguente schermata.

 

 

Cliccando su “Rapporti periodici” apparirà la seguente schermata, e per compilare un nuovo rapporto occorre premere su “Nuovo”.

 

 

 

Dopo la ver cliccato su “Nuovo” si accede alla schermata sotto riportata. A questo punto, è possibile:

  • selezionare dalla lista “Azienda” un’azienda per la quale si vuole compilare un nuovo rapporto. Selezionata l’azienda è possibile accedere alla compilazione del rapporto premendo il tasto “OK”;
  • ricercare un’azienda per la quale si vuole creare un nuovo rapporto;
  • associare un’azienda alla propria utenza qualora l’azienda desiderata non sia presente nella banca dati del Ministero.

 

 

 

 

Modalità di redazione

Una volta che l’utente ha selezionato/inserito l’azienda per la quale si vuole redigere il rapporto, l’applicazione presenta tutti i dati da indicare nelle 3 sezioni del nuovo modulo, per la compilazione delle quali è necessario effettuare complessivamente i seguenti step:

                              

Step 1

Sezione 1 – Informazioni Generali dell’azienda

In questa sezione sono riportati i dati anagrafici dell’azienda. Tali dati non sono editabili. È possibile invece compilare i restanti dati relativi all’occupazione totale dell’ultimo biennio e all’attività economica esercitata selezionandola dalla lista riportante i codici ATECO.

Step 2

Sezione 1.1 – Contratti collettivi Nazionali del lavoro

In questa sezione è necessario indicare i contratti collettivi applicati al maggior numero dei lavoratori ed indicare eventuali altri contratti applicati. La compilazione del campo “Note” (non obbligatorio) consente all’utente di aggiungere eventuali commenti accessori al rapporto.

Step 3

Sezione 2 – Informazioni Generali sul numero complessivo degli occupati

In questa sezione è necessario indicare le informazioni sugli occupati secondo un dettaglio via via crescente, compilando le 6 tabelle che si presentano.

Ai fini della compilazione della Tabella 1, si intendono:

  • “occupati alle dipendenze”: tutti i lavoratori con un contratto di lavoro subordinato (inclusi i cassintegrati, i dipendenti in aspettativa, le lavoratrici in maternità), ad eccezione dei lavoratori subordinati a domicilio (che vanno indicati separatamente);
  • “entrate”: assunzioni e passaggi da una categoria professionale all’altra (ad esempio, da impiegati a quadri, da operai ad impiegati, ecc.);
  • “uscite”: cessazioni del rapporto e passaggi da una categoria professionale all’altra.

 

Ai fini della compilazione della Tabella 2:

  • nella colonna “occupazione” va indicato il numero di lavoratori (MF) e lavoratrici (F) per categoria professionale (esclusi i lavoratori dipendenti a domicilio) così come risulta al secondo anno del biennio;
  • con “promozioni” si intendono i passaggi di livello verso l'alto registrati nel corso dell'anno, a prescindere dalla motivazione (anzianità, merito, ecc.);
  • nel numero totale di “assunzioni” vanno inclusi anche i trasferimenti da unità produttive o dipendenze della stessa impresa localizzate in altri comuni.

 

Nella Tabella 3 vanno inseriti anche i dati relativi a tutti i lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro (malattia, maternità, altro). Tra i contratti a tempo determinato vanno inclusi anche i contratti stagionali.

 

Ai fini della compilazione della Tabella 4:

  • nelle “entrate” e “uscite” da/ad altra unità produttiva o dipendenza vanno inclusi i trasferimenti da unità produttiva o dipendenze della stessa impresa localizzate in altri Comuni;
  • nelle “nuove assunzioni” va indicato il numero totale di assunzioni, compresi i trasferimenti da unità produttive o dipendenze della stessa impresa localizzate in altri Comuni.

 

Nella Tabella 5 va indicata l’attività di formazione svolta attraverso corsi teorici e/o pratici istituiti per il personale dipendente (escluso l’affiancamento). In corrispondenza del campo “numero partecipanti” va indicato il numero complessivo di dipendenti per ciascuna categoria, coinvolti in attività di formazione nel corso dell'anno considerato. Se un lavoratore nel corso dell'anno ha partecipato a più corsi di formazione, va considerato come più partecipanti.

 

Nella Tabella 6 va indicato, per ogni categoria e livello (compresi i disabili e coloro che appartengono alle categorie protette), il “monte retributivo lordo annuo” intendendo per tale il dato comprensivo di tutti gli elementi retributivi, al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali a carico dei dipendenti.

Sezione 3

Step 4 – Informazioni generali sulle unità nell’ambito comunale

Nella sezione 3 è necessario indicare le informazioni sugli occupati per ciascuna unità produttiva con un numero di dipendenti maggiore o uguale 100 al secondo anno del biennio (31 dicembre 2017).

Sistema sanzionatorio

Qualora i soggetti interessati non provvedano in tempo alla compilazione del rapporto, l’Ispettorato regionale, previa segnalazione del Consigliere di parità o delle rappresentanze sindacali, devono invitare le aziende stesse a provvedere entro 60 giorni all’adempimento in questione.

Scaduto tale termine si applicherà la sanzione di cui all'art. 11, D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520 e, nei casi più gravi, può essere disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall'azienda.

 

Conclusioni

Continua il processo di digitalizzazione avviato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali nell'ottica della semplificazione amministrativa.

Da quest’anno, infatti, le aziende pubbliche e private che occupano più di 100 dipendenti dovranno inviare telematicamente il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile.

 

A causa dell'implementazione del sistema informatico, per il biennio 2016-2017, la scadenza per l'invio è stata posticipata dal 30 aprile al 30 giugno 2018, come stabilito dal Decreto 3 maggio 2018.

Per i bienni successivi, il termine di trasmissione è confermato al 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ciascun biennio.

Sul punto, è importante precisare che qualora i datori di lavoro che hanno inviato il rapporto per il biennio 2016-2017 in formato tradizionale, ossia cartaceo, alla data del 30 aprile 2018, non sono tenuti a ottemperare all’obbligo anche in maniera informatica.

 

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