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Metalmeccanici: il CCNL rinnovato “spinge” verso welfare aziendale e contrattazione decentrata

Sommario

Una nuova dinamica salariale | Previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa | Formazione continua e diritto alla studio | Trasferte e trasferimenti | Appalti pubblici | Orario di lavoro e altre misure | In conclusione |

 

Il contratto nazionale delle imprese metalmeccaniche, nella versione uscita dall’Accordo del 26 novembre scorso, contiene rilevanti novità, che vanno dal nuovo meccanismo di calcolo e determinazione degli incrementi retributivi, ad una notevole spinta all’introduzione di misure di welfare capaci di stimolare la produttività contenendo i costi e tutelando il potere d’acquisto dei dipendenti, allo stimolo alla contrattazione decentrata in tema di salario variabile, fino all’introduzione di misure e di politiche che fanno della formazione continua, finalizzata all’acquisizione di competenze “spendibili” in azienda, un vero e proprio diritto del lavoratore. Tutte le misure sono state adottate in un’ottica di collaborazione tra le parti sociali, formulate in modo tale da essere suscettibili di raggiungere anche le imprese di dimensione più piccola, dove simili strumenti sono storicamente di più difficile attuazione. Da più parti, l’accordo è stato salutato come fortemente innovativo sul piano delle future relazioni industriali nell’intero Paese, ben oltre cioè il settore di riferimento.

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