Focus

Le novità del flusso Uniemens dal mese di maggio 2019

Sommario

L'obbligo di versamento del contributo di malattia | Le indicazioni dell’INPS | Campo di applicazione: datori di lavoro e lavoratori interessati | La compilazione del flusso Uniemens | Modifiche dei codici contratto dal periodo di paga maggio 2019 | Conclusioni |

L'obbligo di versamento del contributo di malattia

La disciplina normativa che regola le prestazioni economiche di malattia ai lavoratori dipendenti trae le sue norme fondamentali dalla L. 11 gennaio 1943, n. 138, relativa all’assistenza di malattia dei lavoratori subordinati.

In particolare, l’art. 4 individuava le categorie di soggetti tutelati (lavoratori dell'agricoltura, dell'industria, del commercio, del credito e della assicurazione).

L’art. 6 prevede, tra le forme di assistenza garantita, la concessione dell’indennità di malattia, sostitutiva del reddito, in regime di previdenza obbligatoria “nei limiti, nella misura e secondo le modalità che verranno determinate nazionalmente dalle associazioni sindacali a mezzo dei contratti collettivi o da deliberazione dei loro competenti organi”.

Infine, l’art. 9 prevede l’imposizione di un contributo di finanziamento dell’assicurazione di malattia, la cui misura era demandata alla contrattazione collettiva.

 

È chiaro che dette norme si inquadravano nell’ambito della disciplina corporativa dell’epoca, che in virtù del valore erga omnes di quei contratti, affidava alla contrattazione collettiva la disciplina di dettaglio anche nelle materie previdenziali.

In quest’ottica, ai contratti collettivi corporativi era delegata l’individuazione, nell’ambito di ciascuna categoria, dei lavoratori destinatari dell’indennità, della misura della stessa, nonché della relativa contribuzione di finanziamento, peraltro non dovuta per i lavoratori non aventi diritto alla predetta indennità.

 

Con il venir meno del sistema corporativo, la disciplina dettata dalla contrattazione collettiva veniva perpetuata dall’art. 43, D.lgs. luogotenenziale 23 novembre 1944 n. 369, che espressamente faceva salva la vigenza, per i rapporti collettivi ed individuali, delle norme contenute nei contratti collettivi, negli accordi economici, nelle sentenze della Magistratura del lavoro e nelle ordinanze corporative.

Successivamente, con il D.lgs. luogotenenziale n. 142/1946 è stata posta a carico dei datori di lavoro, senza diritto di rivalsa nei confronti degli interessati, la quota di contributi originariamente dovuta dai lavoratori per alcune forme di assistenza e previdenza, tra le quali anche quella per l’assicurazione di malattia di cui alla L. n. 138/1943.

 

Il legislatore è poi intervenuto a rideterminare sia la misura dell’indennità giornaliera sia la relativa aliquota di finanziamento per ogni singolo settore, senza peraltro modificare l’ambito categoriale di applicazione dell’indennità economica.

 

Con la L. 23 dicembre 1978, n. 833, di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, il legislatore, nell’attribuire all’INPS la competenza ad erogare le prestazioni economiche di malattia (Circolare n. 134363/1980 e Circolare n. 134368/1981) nonché a riscuotere la relativa contribuzione di finanziamento, sulla scorta delle vigenti disposizioni in materia, prefigurando, entro il 1° gennaio 1980, un complessivo riordino della materia, peraltro mai avvenuto. 

 

L’art. 31, co. 5, L. 28 febbraio 1986, n. 41, si è provveduto a rideterminare le aliquote di finanziamento dell’indennità di malattia, con riferimento ai settori di attività di cui alla tabella G allegata alla legge e per le categorie di lavoratori aventi diritto alla prestazione, già individuate dalla normativa richiamata.

 

Il legislatore è intervenuto con una norma d’interpretazione autentica dell’art. 6, co. 2, L. n. 138/1943, ovvero l’art. 20, co. 1, D.L. 25 giugno 2008 n. 112.

Il legislatore ha, pertanto, stabilito l’esonero dal pagamento della contribuzione di malattia, in favore dei datori di lavoro tenuti a corrispondere, per legge o per contratto collettivo, il trattamento economico di malattia consentendo, nel contempo, la definizione delle situazioni di contenzioso, amministrativo e giudiziario, ancora pendenti per gli stessi periodi. Vi è da dire che sull’obbligo di versamento del contributo di finanziamento dell’indennità di malattia si è sviluppato un notevole contenzioso, amministrativo e giudiziario, che ha visto anche l’intervento della Corte Costituzionale che con sentenza n. 48 dell’8 febbraio 2010 ha ritenuto che la suddetta norma “...introduce una nuova disciplina del contributo previdenziale relativo all'assicurazione contro le malattie. Essa, pertanto, costituisce espressione della discrezionalità di cui gode il legislatore nella conformazione dell'obbligazione contributiva”.

 

Con l’art. 18, co. 16, D.L. n. 98/2011, il legislatore è nuovamente intervenuto sulla disciplina del contributo di malattia, modificando il testo dell’art. 20, co. 1, D.L. n. 112/2008, ed inserendo un comma 1-bis che stabilisce “a decorrere dal 1° maggio 2011, i datori di lavoro di cui al comma 1 sono comunque tenuti al versamento della contribuzione di finanziamento dell'indennità economica di malattia in base all'articolo 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, per le categorie di lavoratori cui la suddetta assicurazione è applicabile ai sensi della normativa vigente.”

Le indicazioni dell’INPS

Partendo dall’art. 20, c. 1-bis, D.L. n. 112/2008, i recenti messaggi dell’INPS evidenziano che per tali datori di lavoro è esclusa la possibilità di essere esonerati dall’obbligo di versamento contributivo nei casi in cui, per previsione contrattuale, sono comunque tenuti a corrispondere ai lavoratori assicurati, in caso di malattia, un trattamento economico pari alla normale retribuzione.

 

Attesa la natura compensativa della perdita di guadagno della prestazione previdenziale della malattia, ai lavoratori che risultino essere destinatari delle norme in materia di assicurazione economia di malattia, la tutela viene riconosciuta, in caso di evento morboso, sempreché i medesimi non percepiscono la normale retribuzione in forza del contratto collettivo di riferimento.

 

Sulla scorta di quanto affermato, si materializza dunque la ratio che ha spinto l’istituto previdenziale all’istituzione, nell’ambito del flusso Uniemens aziende con dipendenti (sezione “PosContributiva”), di un nuovo elemento <TipoRetrMal> il cui  scopo è quello di migliorare gli strumenti di controllo finalizzati all’osservanza delle norme di legislazione sociale, e in particolar modo, di favorire l’univoca individuazione dei soggetti aventi diritto alla prestazione previdenziale in assenza di un trattamento economico a carico del datore di lavoro nonché la corretta applicazione dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro.

 

L’INPS, quindi, fornisce le necessarie istruzioni per l’assolvimento degli obblighi informativi ai fini previdenziali relativi ai lavoratori per i quali sia applicabile l’assicurazione economica di malattia.

Campo di applicazione: datori di lavoro e lavoratori interessati

La compilazione del nuovo elemento nel flusso Uniemens è obbligatoria per tutte le aziende DM comprese quelle che impiegano lavoratori iscritti a fondi diversi dal FPLD quali, ad esempio, Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, Fondo volo, ecc. purché sussistano i presupposti (impiego lavoratori per i quali le norme vigenti prevedano, in astratto, l’assicurazione economica di malattia).

Tra le categorie di lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale, erogata con anticipazione dai datori di lavoro, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il Messaggio INPS n. 803 prevede:

  • operai dipendenti di aziende del settore industria;

  • operai e impiegati del settore terziario e servizi;

  • salariati del settore credito, assicurazione e servizi tributari appaltati;

  • lavoratori con contratto di somministrazione di lavoro, lavoratori dipendenti dell’appaltatore, lavoratori distaccati, lavoratori con contratto di lavoro intermittente, lavoratori con contratto di apprendistato, lavoratori con contratti di lavoro ripartito, lavoratori a tempo parziale, lavoratori con contratto di inserimento;

  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

  • lavoratori interinali;

  • soci dipendenti da società o enti cooperativi anche di fatto;

  • addetti alla navigazione marittima e alla pesca marittima;

  • detenuti lavoratori.

 

Per converso, dunque, l’elemento non deve essere compilato per i dirigenti e gli impiegati del settore industria.

Tuttavia, l’elemento deve essere compilato per gli impiegati amministrativi dipendenti, a tempo determinato o indeterminato, dalle imprese di spettacolo (es. imprese televisive, imprese della produzione cinematografica, del doppiaggio e dello sviluppo e stampa, ecc.) ai quali spetta l’assicurazione economica di malattia, anche se il datore di lavoro è inquadrato nel settore “industria”.

La compilazione del flusso Uniemens

A partire dal mese di maggio 2019, tutti i datori di lavoro interessati dovranno compilare il nuovo elemento <TipoRetrMal> inserito nella sezione “denuncia Individuale” del flusso Uniemens avente il seguente significato:

 

Tipo trattamento retributivo applicato al lavoratore, sulla base delle previsioni del contratto o accordo collettivo di lavoro ovvero, se di miglior favore, del contratto individuale, nei casi di assenza per malattia”.

 

 

L’INPS sottolinea che detto elemento dovrà essere valorizzato dal datore di lavoro in tutti i flussi Uniemens a prescindere dal verificarsi o meno dell’evento di malattia e sulla base delle previsioni di cui al contratto o accordo collettivo di lavoro ovvero, se di miglior favore, del contratto individuale. Di seguito i valori da indicare ed il loro significato: 

 

“0” (zero)

 

 

 

qualora in caso di malattia del lavoratore non sia prevista l’erogazione di alcuna misura di trattamento retributivo da parte del datore di lavoro (ovvero del committente per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo).

 

 

“1” (uno)

 

 

 

 

 

 

qualora, in caso di malattia del lavoratore, sia prevista l’erogazione da parte del datore di lavoro (ovvero del committente per i lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo) di un trattamento retributivo integrativo rispetto alla misura dell’indennità economica a carico dell’INPS. L’integrazione retributiva, da parte del datore di lavoro, sommata all’importo dell’indennità economica a carico dell’INPS non deve essere superiore alla misura del trattamento retributivo contrattuale spettante in via ordinaria al lavoratore.

 

 

“2” (due)

 

 

 

 

 

 qualora, in caso di malattia del lavoratore, sia prevista l’erogazione da parte del datore di lavoro (ovvero del committente per gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo) del trattamento retributivo contrattuale spettante in via ordinaria.  In tal caso, poiché il datore di lavoro corrisponde il trattamento retributivo in misura piena in luogo dell’anticipazione dell’indennità economica di malattia a carico dell’INPS, l’Istituto non è tenuto a corrispondere alcun trattamento nei confronti del lavoratore.

 

 

 

 

Per l’individuazione dei codici “0, 1, 2” occorre riferirsi al contratto o accordo collettivo di lavoro o, se di miglior favore, al contratto individuale. Pertanto, a titolo d’esempio, se il contratto o accordo prevede che il lavoratore abbia diritto all’integrazione da parte del datore di lavoro, il codice da utilizzare sarà sempre 1, a prescindere dalla circostanza che effettivamente detta integrazione, per qualsivoglia ragione, nel periodo di riferimento del flusso Uniemens, non sia effettivamente corrisposta o sia erogata in diversa misura (ad esempio, per superamento del numero di  giorni in cui l’integrazione è contrattualmente riconosciuta).

 

 

 

Va sottolineato che la corresponsione durante la malattia della normale retribuzione comporta che ai lavoratori la tutela economica previdenziale della malattia non possa essere in concreto riconosciuta: infatti, la tutela viene garantita ai soli lavoratori destinatari delle norme vigenti in materia di assicurazione economica di malattia che non percepiscono la normale retribuzione in forza del contratto collettivo di riferimento (o individuale se migliorativo).

 

Il datore di lavoro, dunque, non potrà recuperare il trattamento economico erogato al lavoratore e l’eventuale conguaglio operato dall’azienda è da ritenersi indebito.

 

 

Operativamente, il codice da esporre per tali lavoratori sarà sempre “2” a prescindere dal verificarsi o meno dell’evento e dalla circostanza che effettivamente l’erogazione della retribuzione, per qualsivoglia ragione, nel periodo di riferimento del flusso Uniemens, non sia effettivamente corrisposta o sia erogata in diversa misura (ad esempio, per supermento del limite dei giorni in cui il trattamento retributivo è contrattualmente riconosciuto).

 

Modifiche dei codici contratto dal periodo di paga maggio 2019

Con il Messaggio del 16 aprile 2019, n.1552, l’INPS è intervenuto in tema di codici di contratto all’interno del flusso Uniemens istituendone di nuovi, variandone altrettanti e disattivandone altri ancora.

Di seguito schematizziamo le novità intervenute:

 

Nuovi Codici

 

Con il presente messaggio vengono istituiti, con decorrenza dal periodo di paga MAGGIO 2019, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> di <DenunciaIndividuale> del flusso di denuncia Uniemens:

• 357, avente il significato di "CCNL per gli impiegati e i tecnici dipendenti dai teatri - FEDERVIVO, PLATEA, AGIS";

• 358, avente il significato di "CCNL per i dipendenti del settore commercio, terziario, distribuzione, servizi, pubblici esercizi e turismo - FISAPI, FENAILP";

• 359, avente il significato di "CCNL per i dipendenti delle imprese edili artigiane e delle piccole e medie imprese industriali edili ed affini - CEPI, ASSIMPRESA, CONFASSIMPRESA, ASSIMEA";

• 360, avente il significato di "CCNL per i dipendenti da studi professionali - FISAPI, CEPI, ASSIMEA, FENAILP";

• 361, avente il significato di "CCNL per le imprese e i lavoratori del settore tessile, abbigliamento, moda - SMI";

• 362, avente il significato di "CCNL socio assistenziale - AGIDAE";

• 363, avente il significato di "CCNL università pontificie e facoltà ecclesiastiche - AGIDAE".

 

 

 

Nuova descrizione codici contratto

 

 

• 018, assume il significato di "CCNL per la disciplina dei rapporti fra le imprese di assicurazione e il personale dipendente non dirigente - ANIA";

• 092, assume il significato di "CCNL per i dipendenti da istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari - ANIVP, ASSVIGILANZA, UNIV";

• 093, assume il significato di "CCNL per il personale dipendente dei settori socioassistenziale, sociosanitario ed educativo - UNEBA";

• 128, assume il significato di "CCNL per gli addetti alle industrie manifatturiere delle pelli e succedanei e ombrelli e ombrelloni - ASSOPELLETTIERI".

 

 

 

 

Codici contratto disattivati

Con la medesima decorrenza (MAGGIO 2019) vengono disattivati i seguenti codici contratto per le sottoesposte motivazioni:

• 001, 024, 103, 159, 171 e 225, in quanto confluiti in "CCNL per le imprese e i lavoratori del settore tessile, abbigliamento, moda - SMI" (codice 361);

• 122, in quanto confluito in "CCNL per gli addetti alle industrie manifatturiere delle pelli e succedanei e ombrelli e ombrelloni - ASSOPELLETTIERI" (codice 128);

• 155 e 156, in quanto confluiti in "CCNL per gli impiegati e i tecnici dipendenti dai teatri - FEDERVIVO, PLATEA, AGIS" (codice 357);

• 177, 232, 269 e 420, in quanto relativi a contratti collettivi nazionali non più in vigore;

• 197, in quanto relativo ad accordo nazionale non disciplinante rapporti di lavoro subordinato.

 

 

 

Conclusioni

Se, da una parte, appare segnatamente condivisibile l’esigenza di porre in campo maggiori strumenti di controllo tesi all’osservanza della legislazione sociale, dall’altra parte non si può sottacere un certo appesantimento di informazioni che continuano ad essere richieste ai datori di lavoro, e quindi ai loro intermediari, che vanno in “leggera” controtendenza alla tanto sbandierata semplificazione degli adempimenti burocratici ed amministrativi e che, ragionevolmente, non richiedono  soltanto “una corretta e puntuale predisposizione delle procedure gestionali utilizzate”.

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