Focus

Il restyling del sistema delle politiche attive per il lavoro all’indomani del decreto n. 150

Sommario

Abstract | Introduzione | La nuova governance dei servizi di politica attiva del lavoro: dalla (nuova) rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro | La struttura dell’ANPAL | Composizione (e funzioni degli organi) | Competenze | Accreditamento dei servizi per il lavoro | Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro | Fascicolo elettronico del lavoratore | Principi generali e comuni: servizi e misure di politica attiva del lavoro | La definizione dello stato di disoccupazione | Il patto di servizio personalizzato | Il meccanismo della condizionalità: contenuto, obblighi e sanzioni | Assegno di ricollocazione | Percettori di misure di sostegno del reddito e lavori di pubblica utilità | In conclusione |

 

Con il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 si gettano le fondamenta per una modernizzazione del complesso normativo concernente, più in generale, il sistema delle politiche attive “oscurato” da parecchi anni dal ruolo di primo piano giocato dalle politiche passive, spesso non scevre da tendenze assistenzialiste, riscontrabili per esempio negli ammortizzatori sociali. Come vedremo funditus, il nuovo assetto (centralista) attuato dal legislatore delegato si manifesta in più occasioni a partire, per esempio, dall’istituzione dell’Anpal, cabina di regia della nuova rete dei servizi per le politiche attive, per continuare con il meccanismo di condizionalità (delle misure di sostegno al reddito), sino ad arrivare al nuovo assegno di ricollocazione. In questa prospettiva, le misure introdotte dal decreto in parola vengono approfondite nel presente lavoro (non solo) sotto il profilo del contenuto ma (soprattutto) al fine di comprendere se possano rappresentare davvero degli strumenti validi ed efficaci in risposta alle esigenze di cambiamento dettate dall’attuale scenario produttivo.

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