Focus

Il rapporto tra gli Enti ed i volontari del Servizio Civile Universale

Sommario

I compiti dell’ente e dell’operatore volontario nelle fasi inziali del rapporto | La possibilità di impiegare volontari non selezionati in altri progetti | Le diverse ipotesi di interruzione del servizio e la sostituzione dell’operatore volontario | Come comportarsi quando cambia temporaneamente la sede dove viene svolto il servizio | Le ore previste per svolgere il servizio civile universale | Cause che comportano assenza dal posto di lavoro | Il rispetto della sicurezza sul posto di lavoro | Il caso del volontario adibito alla guida di automezzi | Termine dell’espletamento del servizio civile universale | Conclusioni |

I compiti dell’ente e dell’operatore volontario nelle fasi inziali del rapporto

Sono previsti dei compiti a cui dovrà attenersi l’Ente accreditato che dovrà ospitare l’operatore volontario chiamato a svolgere Servizio Civile Universale.

Il primo compito spettante all’Ente è quello di consegnare all’operatore volontario le credenziali, consistenti in nome utente e password, convocandolo nella sede e nel giorno che il Dipartimento ha stabilito. Le credenziali serviranno a collegarsi al sito del servizio civile in modo da poter accedere all’area riservata, precisando che l’Ente ospitante è tenuto a predisporre per il volontario una apposita postazione internet.

 

Spetta al volontario avere a disposizione:

  • il contratto di servizio civile;

  • le condizioni generali dell’assicurazione stipulata dal Dipartimento della gioventù utili a coprire i rischi collegati allo svolgimento del servizio civile;

  • una copia del progetto in cui dovrà operare;

  • una copia del piano di sicurezza, se è previsto l’impiego del volontario all’estero;

  • i moduli utili per indicare i dati del domicilio fiscale;

  • i modelli bancari per ottenere dal Dipartimento gli importi spettanti;

  • il documento in cui sono riportati l’orario di servizio ed i nomi delle persone di riferimento specificando i rispettivi incarichi e responsabilità.

 

L’Ente ospitante deve controfirmare il contratto che il volontario ha già firmato per svolgere il Servizio Civile Universale, indicando la data in cui il volontario effettivamente comincia a prestare la propria opera, provvedendo a farlo giungere al Dipartimento.

Altro obbligo che incombe nei confronti dell’ente che accoglie il volontario è la predisposizione di un registro cartaceo relativo alle presenze, oltre ad un registro informatico/elettronico attraverso il quale devono essere rilevate le presenze.

Spetta all’Ente provvedere a creare un fascicolo cartaceo relativo ad ogni singolo volontario che dovrà essere conservato in un apposito archivio ubicato o nella struttura locale dell’ente che ospita il volontario.

Il fascicolo dovrà essere costituito dalla seguente documentazione:

 

  • contratto di servizio firmato sia dal volontario che dal Dipartimento e controfirmato dall’ente su cui dovrà essere indicata la data in cui inizia effettivamente la collaborazione;

  • copia del progetto firmata dal volontario per presa visione;

  • copia del piano di sicurezza sottoscritto dal volontario che verrà impiegato in progetti all’estero;

  • documentazione riguardante permessi, malattie e/o infortuni compresa la documentazione sanitaria;

  • documentazione riguardante la formazione, generale e specifica, effettuata nei confronti del volontario;

  • domande e richieste presentate dal volontario;

  • eventuali provvedimenti disciplinari comminati dal Dipartimento della Gioventù nei confronti del volontario;

  • ogni altra tipologia di documentazione riguardante il servizio svolto dal volontario.

 

Altro compito dell’Ente ospitante deve essere quello di far pervenire telematicamente al Dipartimento le presenze, le assenze del volontario per le quali sono previste decurtazioni del compenso, oltre alle assenze spettanti a causa della maternità, infortunio per le quali nessuna decurtazione di compenso è prevista.

La comunicazione telematica dovrà essere effettuata utilizzando il sistema informativo UNICO (Helios).

 

Il principale compito dell’operatore volontario è quello di doversi presentare presso la sede dell’Ente ospitante, comunicata dal Dipartimento, per svolgere tutte le procedure di rito. Nel caso in cui il volontario non dovesse presentarsi il giorno stabilito per iniziare il suo percorso di volontario del Servizio Civile Universale, verrà ritenuto rinunciatario.

Solo se dovessero verificarsi gravi impedimenti (esempio malattia documentata da certificati medici o per dover svolgere un esame universitario) spetta all’operatore volontario presentare per iscritto i motivi che impediscono la sua presenza. Però se il volontario dovesse continuare ad assentarsi oltre i giorni di permesso o malattia indicati nel contratto, la sua assenza equivarrà ad una rinunica.                   

La possibilità di impiegare volontari non selezionati in altri progetti

E’ compito del Dipartimento della gioventù mettere a disposizione degli Enti un documento da cui è possibile evincere il numero dei posti non coperti riferito ad ogni singolo progetto e per ogni singola sede, oltre al numero dei volontari selezionati ritenuti idonei.

 

Spetta anche al Dipartimento invitare i giovani che, pur essendo ritenuti idonei, non sono stati inseriti in progetti a mettersi in contatto con gli Enti dove hanno presentato domanda per rendersi conto se ci sono altri Enti che hanno presentato progetti affini hanno posti disponibili in modo da poter essere inseriti.

 

Può anche avvenire che sia lo stesso Ente, che non è riuscito ad impiegare volontari nel numero previsto dal progetto, a dover individuare operatori volontari idonei che non risultano essere stati selezionati nell’ambito di altre procedure selettive. 

In questo caso sarà lo stesso Ente a richiedere direttamente al Dipartimento di inviare volontari idonei non selezionati, purché il progetto risulti essere stato inserito nel bando di selezione dove è ubicato il progetto in cui risulta esserci l’esubero di volontari e risulti essere stato avviato nello periodo, anche se il progetto si sta sviluppando in una differente regione.

La richiesta di assegnare volontari ad un altro progetto deve essere inviata tramite PEC dall’Ente al Dipartimento, dopo aver inviato la comunicazione all’Ente che ha esubero di volontari. Contestualmente occorre aver ottenuto il consenso da parte dell’operatore volontario insieme alla rinuncia alla posizione ricoperta nella graduatoria del progetto che presenta delle posizioni di volontari idonei non selezionati.

Le diverse ipotesi di interruzione del servizio e la sostituzione dell’operatore volontario

Quando l’operatore volontario interrompe la sua attività di servizio civile l’Ente è tenuto a darne comunicazione tramite PEC al Dipartimento, entro 5 giorni da quando si è verificata l’interruzione, anche quando l’interruzione verificatesi non prevede il subentro da parte di un altro operatore volontario.

E’ facoltà dell’Ente richiedere al Dipartimento la sostituzione degli operatori volontari che hanno interrotto il servizio, in modo da poter ricoprire i posti che si sono resi disponibili. Tale richiesta, formulata a condizione che i giovani subentranti riescano a svolgere almeno 6 mesi di servizio civile, deve riportare il nominativo del primo operatore volontario ritenuto idoneo non selezionato presente in graduatoria, purché si sia entrati in possesso della disponibilità od indisponibilità dell’interessato per iscritto. E’ stato anche precisato che se il progetto venga ad essere svolto in diverse sedi, le sostituzioni devono avvenire considerando le graduatorie riferite ad ogni singola sede.

 

Durata progetti

Tempistica per richiedere sostituzione volontario

8 mesi

30 giorni dalla data di avvio del progetto

9 mesi

60 giorni dalla data di avvio del progetto

10 mesi

90 giorni dalla data di avvio del progetto

11 o 12 mesi

120 giorni dalla data di avvio del progetto

 

Spetta al Dipartimento decidere di accogliere o rigettare la richiesta avanzata dall’Ente, a seguito delle verifiche effettuate in modo da rendere regolari i subentri.

La durata della prestazione di servizio civile deve coincidere con il periodo compreso tra quello della sottoscrizione del contratto relativo al servizio civile e la data in cui termina il progetto.

E’ dovere del volontario che interrompe la propria attività comunicare all’Ente a cui è stato assegnato i motivi che lo hanno portato ad interrompere il rapporto, per una finalità prettamente statistica. 

 

La cessazione del Servizio Civile Universale può dipendere:

  • dal volontario;

  • dall’Ente;

  • da eventi imprevisti.

E’ addebitabile al volontario la cessazione del rapporto quando ha superato il periodo massimo previsto dei giorni di permesso o malattia, oppure quando vengono meno.

 

Può terminare il servizio svolto dal volontario nel caso in cui venga comminata all’Ente una sanzione da parte del Dipartimento o delle Regioni o delle Province Autonome che preveda la revoca del progetto. In questo caso spetta al Dipartimento dover provvedere a ricollocare i volontari, per il periodo rimanente, presso altri Enti operanti nella stessa Provincia, considerando prima gli Enti ubicati nello stesso territorio comunale o zone limitrofe, che siano impegnati in progetti simili a quelli dell’Ente sanzionato.

 

I volontari che hanno visto interrompere la propria attività dopo aver contattato l’altro Ente, dovranno necessariamente far presente la propria disponibilità al Dipartimento a proseguire l’attività entro i sette giorni successivi. Sarà a questo punto il Dipartimento a dover predisporre il provvedimento, dopo aver acquisito il consenso da parte dell’Ente ospitante.

 

Può esserci l’interruzione dell’attività del volontario impegnato in progetti all’estero, quando si verificano situazioni riconducibili a rischio sanitario oppure quando si verifica una crisi socio-politica, od a seguito di calamità naturali oppure perché non viene rinnovato il mandato al volontario. In questo caso è compito dell’Ente avvisare sia il Dipartimento che le autorità diplomatiche italiane presenti nello stato estero dove hanno operato. Il Dipartimento ordinerà al volontario di rientrare presso la sede dell’Ente dove è stato convocato per svolgere il primo giorno di servizio, oppure al volontario verrà indicata un’altra sede dopo essersi accordati con l’Ente che è in possesso dell’accreditamento.

 

E’ anche prevista, successivamente, la possibilità da parte del Dipartimento, previo accordi con l’Ente titolare dell’accreditamento, di far proseguire l’attività residua al volontario od all’estero oppure in Italia in un progetto simile a quello interrotto. Individuato il progetto verrà interpellato il volontario che dovrà fornire una risposta entro sette giorni successivi. Infine se non dovesse esserci la possibilità di far proseguire l’attività al volontario, gli si offrirà l’opportunità di ripresentare domanda per il servizio civile per il bando successivo purché abbia svolto un periodo di servizio civile non superiore a 6 mesi. 

Come comportarsi quando cambia temporaneamente la sede dove viene svolto il servizio

L’Ente accreditato può impiegare i propri volontari in altri luoghi italiani od esteri, non corrispondenti alla sede in cui il volontario è stato destinato, per un periodo che non debba superare 60 giorni.

In questo caso l’Ente dovrà far pervenire la richiesta di modifica della sede di attuazione al Dipartimento tramite PEC entro 15 giorni lavorativi precedenti a quelli in cui si verificherà la modifica di sede.

Occorrerà anche informare la Regione competente qualora i progetti devono essere realizzati da Enti iscritti in albi regionali. Se il Dipartimento non rigetta la richiesta entro cinque giorni dalla data in cui verrà spostata la sede, la richiesta dell’Ente dovrà ritenersi accolta. 

 

Questa situazione potrà verificarsi se è prevista ai punti 6 e 16 della scheda progettuale, ed abbia come finalità l’attuazione di attività specifiche riferite al medesimo progetto (soggiorni estivi, mostre itineranti, eventi culturali, etc.). 

 

E’ previsto che quando si verificano emergenze di protezione civile, l’Ente potrà impiegare il proprio volontario per un periodo non superiore a 30 giorni, anche non consecutivi, presso un’altra struttura italiana od estera di cui è responsabile lo stesso ente. Il tutto potrà avvenire dopo aver acquisito il parere del volontario.

Sarà compito dell’Ente far pervenire al Dipartimento i nominativi dei volontari la sede dove verranno impiegati ed i tempi previsti.  In questo caso spetterà all’operatore volontario il rimborso delle spese sostenute per vitto ed alloggio, oltre alle spese di viaggio di andata e ritorno.

 

L’Ente è tenuto a stipulare un’apposita polizza assicurativa a favore del volontario, che lo copra dai rischi collegati alle attività svolte in altre sedi, avvisando della stipula il Dipartimento.

 

Infine se l’Ente accreditato non potrà svolgere, per motivi di forza maggiore, l’attività nella sede designata avrà la possibilità di impiegare il volontario in altra sede accreditata dopo aver ricevuto apposita autorizzazione dal Dipartimento.

Le ore previste per svolgere il servizio civile universale

 

              

Ore settimanali

Suddivisione giorni

Ore giornaliere

30

5 o 6 giorni

indicate dal progetto

25

5 o 6 giorni

non meno di 4 ore

 

Ore annuali

Suddivisione giorni

Ore settimanali

1.400

5 o 6 giorni

12

comprese tra 765 e 1.145 

distribuzione uniforme

comprese tra 20 e 36

 

L’Ente accreditato non deve cambiare l’articolazione dell’orario di lavoro settimanale ed annuo per tutta la durata del progetto, organizzando gli orari di servizio che non prevedano ore di straordinario né recupero di ore svolte in numero maggiore rispetto a quelle stabilite giornalmente.

Solo in casi eccezionali l’operatore volontario potrà essere adibito, per un periodo limitato, a svolgere la propria attività per un numero di ore superiore a quelle previste dal progetto. In questi casi è possibile attuare il recupero compensativo al socio volontario, entro il mese successivo.  

 

E’ vietato adibire l’operatore volontario in orari notturni, ovvero nella ore comprese tra le 23 e le 6. Inoltre l’Ente accreditato non può richiedere all’operatore volontario la reperibilità, tranne che il progetto non lo preveda.

Cause che comportano assenza dal posto di lavoro

L’assenza dal posto di lavoro disciplinata nel rapporto tra Ente e volontario del Servizio Civile Universale riguarda i casi relativi ai permessi alla malattia, maternità ed infortunio.

Esaminando la possibilità di usufruire dei permessi, occorre precisare che il numero dei giorni viene chiarito nell’ambito del contratto sottoscritto dal volontario, e nel conteggio degli stessi non devono essere considerati quelli contigui (esempio la domenica od i sabati e la domenica a seconda l’articolazione dell’orario di lavoro) ed i giorni di eventuali festività infrasettimanali.

Un volontario per beneficiare dei permessi non deve aver svolto un periodo minimo di Servizio Civile Universale e, inoltre, i giorni di permesso di cui il volontario non usufruisce non potranno essere remunerati.

 

Esiste una differenza nel concedere permessi per viaggi a chi svolge attività di volontariato in Italia e chi all’estero.

Ai primi non verranno concessi giorni di permesso aggiuntivi; mentre per chi decide di svolgere servizio civile universale all’estero oltre ai giorni di permesso previsti dal contratto verranno concessi anche ulteriori 2 giorni se il paese da raggiungere è europeo quattro se il paese da raggiungere è extraeuropeo.

 

E’ possibile concedere permessi straordinari, considerati giorni di servizio prestato e regolarmente retribuiti, che non devono essere decurtati dai giorni di permesso previsti dal contratto (esempio donazione sangue, convocazione a comparire presso l’autorità giudiziaria, donazione midollo od organi, etc.).

Le assenze a causa della partecipazione alle riunioni della Consulta nazionale per il Servizio Civile da parte dei rappresentanti regionali e nazionali e dei delegati regionali, devono essere ritenuti giorni di servizio effettivamente svolto.

Quando il volontario beneficia dei giorni di permesso in eccedenza rispetto a quelli previsti dal contratto l’Ente ha l’obbligo di comunicare tramite PEC al Dipartimento, entro cinque giorni, in modo che il Dipartimento possa provvedere ad adottare un provvedimento di esclusione del volontario dalla partecipazione al progetto.  

 

Infine è stato chiarito che durante il periodo in cui il volontariato deve svolgere formazione non potrà richiedere alcun tipo di permessi.

 

Per quanto attiene il periodo di malattia, il volontario potrà beneficiare dei giorni previsti dal contratto, regolarmente retribuiti, che variano a seconda della durata del progetto presentando alla sede dove è stato assegnato il certificato medico. Inoltre il volontario potrà beneficiare di ulteriori 15 giorni al massimo, che gli verranno decurtati dal suo compenso.

Qualora il volontario dovesse superare gli ulteriori 15 giorni di malattia il Dipartimento provvederà alla sua esclusione dal progetto. In questo caso il volontario potrà ripresentare una sua candidatura a successivi bandi di selezione, purché abbia compiuto servizio civile universale per un periodo non superiore a sei mesi ed abbia i requisiti per partecipare alla selezione.

I giorni di malattia devono essere calcolati senza soluzione di continuità e se tali giorni ricadono in giorni festivi o di riposo, tali giorni rientrano nelle giornate di assenza, tranne che non rientrino nel periodo indicato nella certificazione rilasciata dal medico. Spetta all’Ente dover indicare gli eventuali giorni di malattia eccedenti quelli riportati nel contratto sul sistema informatico UNICO (sistemi Helios), in modo da permettere di decurtare proporzionalmente il compenso, fino ad un periodo massimo di quindici giorni superati i quali l’Ente, tramite PEC, dovrà richiedere al Dipartimento l’esclusione del volontario dal servizio.   

    

Nel caso in cui l’operatore volontario dovesse subire un infortunio, anche in itinere, beneficerà della copertura assicurativa posta a carico del Dipartimento, ed i giorni di assenza relativi all’infortunio non verranno conteggiati come giorni di malattia spettanti per contratto all’operatore volontario. Spetta all’Ente far pervenire tempestivamente al Dipartimento, tramite PEC, una relazione dettagliata dell’accaduto, la descrizione delle circostanze in cui l’evento è avvenuto, il nesso di casualità tra la condotta tenuta dall’operatore volontario e l’infortunio occorso, spiegandone in modo particolare la riferibilità del fatto allo svolgimento del servizio.

L’operatore volontario che subisce l’infortunio deve avvisare la sede dell’Ente a cui è stato assegnato, facendo pervenire il certificato medico rilasciato da una struttura del Servizio nazionale sanitario nazionale.

 

 

Attenzione: non essendo un rapporto di lavoro nel caso di malattia od infortunio dell’operatore volontario non bisognerà inviare alcun certificato all’INPS né denuncia di infortunio all’INAIL. Se invece per sbaglio l’operatore volontario invii la denuncia di infortunio all’INAIL, sarebbe opportuno da parte dell’Ente comunicare alla sede competente dell’Ente assicuratore l’incompetenza della stessa.

 

 

Spetta all’operatore volontario che ha subito l’infortunio far giungere al Dipartimento, entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento e comunque non oltre il quindicesimo giorno da quando ne ha la possibilità, la denuncia di infortunio attraverso una PEC od una raccomandata allegando una attestazione dell’Ente da cui si evinca che al momento dell’infortunio il volontario era in servizio.

 

Nel caso di maternità si applicano tutte le tutele previste dal Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, in modo particolari quelli relativi al “Divieto di adibire al lavoro le donne” (artt. 16 e 17, D.lgs. n. 151/2001) e all’“Estensione del divieto” (art. 17, co. 7, D.lgs. n. 40/2017).

Quando la volontaria si astiene dal servizio per maternità non potrà essere sostituita attraverso lo scorrimento della graduatoria. Inoltre l’assegno spettante alla volontaria che si astiene per maternità dovrà essere ridotto di un terzo dalla data di sospensione a quella di ripresa del servizio. Inoltre è concesso alle volontarie in stato di gravidanza che non hanno completato i sei mesi di servizio, al netto del periodo di astensione, di poter presentare una nuova domanda per ricandidarsi come volontaria del servizio civile universale per i successivi bandi, a condizione di essere in possesso dei requisiti richiesti. L’Ente ha l’obbligo di comunicare attraverso PEC lo stato di gravidanza della volontaria indicando la data presenta del parto ed allegando la documentazione medica ricevuta dalla volontaria e rilasciata dalla struttura del servizio sanitario nazionale.           

Il rispetto della sicurezza sul posto di lavoro

Gli operatori volontari dovranno essere formati anche per quanto attiene i rischi collegati all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile e sulle misure di prevenzione ed emergenza, rispettando quanto previsto nel progetto in cui è inserito il volontario.

 

In pratica alle sedi dove opera il volontario dovrà essere applicato quanto disciplinato dal D.lgs. n. 81 del 9 aprile 2008.

 

L’Ente ha l’obbligo di verificare che le attrezzature utilizzate durante il servizio ed i dispositivi di protezione individuale rispettino i requisiti di sicurezza previsti per le attività che si andranno a svolgere.

 

Il volontario che viene esposto a fattori di rischio durante la sua attività potrà richiedere di essere sottoposto a sorveglianza sanitaria e la stessa sorveglianza sanitaria dovrà essere ritenuta dal medico competente correlata ai rischi correlati alle attività svolte.  

Il caso del volontario adibito alla guida di automezzi

Il volontario in possesso almeno di patente B potrà guidare automezzi che siano di proprietà dell’Ente od a disposizione dello stesso, oppure potrà guidare veicoli di sua proprietà o di terzi, purché autorizzato dall’Ente stesso. 

 

Il volontario sarà coperto dai rischi derivanti da eventuali danni a terzi, attraverso una apposita polizza assicurativa stipulata dal Dipartimento e consegnata al volontario al momento in cui si presenta per iniziare il servizio.

 

Spetterà all’Ente sorvegliare che la guida avvenga negli orari stabiliti dalle attività programmate e supportare le spese di benzina, parcheggi, etc. nel caso in cui l’operatore volontario utilizzi il proprio mezzo, l’Ente dovrà stipulare una polizza aggiuntiva che lo copra dai rischi non contemplati nella polizza stipulata dal Dipartimento (esempio polizza Kasko).

 

L’operatore volontario che mette a disposizione dell’Ente a cui è assegnato un automezzo dovrà rilasciare una dichiarazione da cui si evinca che durante le ore previste dal contratto guiderà il suo automezzo rispettando gli accordi ed le limitazioni concordate con l’Ente.    

Termine dell’espletamento del servizio civile universale

Al termine del servizio, il Dipartimento dovrà rilasciare all’operatore volontario un attestato da cui risulti che il volontario abbia svolto il servizio civile universale in un determinato periodo, indicandone il progetto, l’Ente titolare dell’accreditamento e dell’ente di accoglienza.

 

Il tutto dovrà avvenire dopo che il volontario abbia compilato accuratamente il questionario presente sul sito istituzionale del Dipartimento (area volontari). L’attestazione spetta al volontario che abbia svolto almeno 6 mesi di attività ed ha interrotto tale attività per motivi di salute, per causa di servizio o di forza maggiore, così come previsto dall’art. 18, co. 6, D.lgs. n. 40/2017.

 

Qualora il volontario ha svolto un periodo inferiore a 6 mesi potrà richiedere al Dipartimento solo una semplice certificazione per il periodo di servizio civile universale prestato.     

 

Infine spetta all’Ente attestare le competenze che l’operatore volontario ha maturato svolgendo il servizio civile universale, attraverso un attestato standard e se lo prevede il progetto, attraverso un attestato specifico.

 

Tali certificazioni potranno essere rilasciate anche dai soggetti titolati a farlo ai sensi del D.lgs. n. 13/2013.

Conclusioni

Analizzando la disciplina riferita ai rapporti tra Enti ed operatori volontari del Servizio Civile Universale emerge come di fatto il confine tra volontario e dipendente a volte è labile.

 

Il fatto stesso che l’operatore viene definito volontario, però gli viene riconosciuto un compenso, la maternità la malattia l’infortunio etc. rende a questa figura molto vicina a quella di un dipendente.    

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