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Danno ingiusto all’immagine della società negli scritti difensivi: davvero si tratta di diffamazione?

 

La Suprema Corte con la sentenza n. 26106/2014 enuncia il principio, cui deve uniformarsi la Corte territoriale adita nel caso di specie, secondo il quale non costituisce illecito disciplinare né fattispecie determinativa di danno ingiusto - grazie alla scriminante di cui all’articolo 598, comma 1, c.p., avente valenza generale nell’ordinamento – attribuire al datore di lavoro, all’interno di uno scritto difensivo, atti o fatti, pur non rispondenti al vero, concernenti in modo diretto ed immediato l’oggetto della controversia, ancorché tale scritto contenga, in ipotesi, espressioni sconvenienti od offensive.

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